Parliamo della Tartaruga Marina

Regina (Gruppo Sofidel) ha scelto di sostenere il WWF con la linea di Fazzoletti Regina WWF Collection, con bellissime immagini di animali impresse sui pacchetti, che variano in base al tema al quale sono dedicati.

Attualmente sono presenti sugli scaffali 2 diverse collection: una con gli animali simbolo delle foreste del mondo (Panda, Tigre, Orango, Giaguaro e Pappagallo Ara Macao) e l’altra dedicata agli animali marini (Delfino, Foca Monaca, Tartaruga Marina, Manta Gigante e Pesce Pagliaccio). Questo mese parliamo della Tartaruga Marina.

Rettile perfettamente adattato alla vita marina, la Tartaruga Marina ha un robusto carapace a protezione e zampe che nel corso dei secoli si sono trasformate in vere e proprie pinne. La Tartaruga Marina comune è una specie diffusa nelle acque degli Oceani Atlantico, Indiano e Pacifico e nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. I siti di deposizione delle uova sono localizzati in particolare in Grecia, Turchia, Cipro, Libia. In Italia, se i nidi deposti ogni anno sono solo alcune decine di unità (contro le 5-6 mila dell'intero Mediterraneo), i mari attorno alla penisola rivestono grande importanza per le popolazioni del bacino. La Tartaruga Marina è un animale che in genere vive da solo, molto più raramente gruppetti di 3-5 femmine e 1-2 maschi al massimo. 

La deposizione delle uova e la loro successiva schiusa ha qualcosa di veramente magico. Innanzitutto la scelta del luogo di deposizione, che le tartarughe perlustrano qualche settimana prima di deporre. Le uova, circa 400 deposte in tre diversi momenti a circa 15 giorni uno dall’altro, vengono lasciate in buche sulle spiagge, scavate in profondita (circa 50 cm) nella sabbia asciutta. Le uova restano nella sabbia per 55 giorni, riscaldate dal sole tardo-primaverile e sarà proprio la temperatura a determinare il sesso delle tartarughe.

Una volta rotto l’uovo, i piccoli usciranno tutti insieme in circa 5 giorni e a grandissima velocità correranno verso il mare attratti dallo scintillio della linea dell’orizzonte e delle stelle, per poi nuotare ininterrottamente per almeno due giorni.

Qualche curiosità che forse non sapevate sulle tartarughe. Il loro carapace, la loro “casa”, è composto da circa una cinquantina di ossa che si agganciano a costole e vertebre e, di conseguenza, non è removibile. Il carapace, inoltre, a discapito delle apparenze, è molto delicato poiché ricco di vasi sanguigni e nervi e di conseguenza, se ferito, può sanguinare.

Alcune tartarughe marine si cibano di spugne che per qualsiasi altra specie animale sarebbero molto velenose, probabilmente grazie a una forma di adattamento avvenuto nel corso dei millenni… ebbene sì, parliamo proprio di millenni, poiché sono stati ritrovati alcuni fossili di tartaruga risalenti a circa 120 milioni di anni fa, quando ancora l’uomo era lontanissimo da venire! Tra l’altro si tratta di una delle pochissime specie tanto longeve e praticamente immutate rispetto all’aspetto fisico iniziale.

Da più di 40 anni il WWF è impegnato con progetti per la salvaguardia delle Tartarughe Marine in 44 Paesi del mondo. Dagli anni ‘80 il WWF Italia sostiene i Centri di recupero degli animali in difficoltà e la difesa delle spiagge dove si riproducono. Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiano, ma grazie alla collaborazione con i pescatori locali, i volontari e le Forze dell’Ordine, ogni anno centinaia di tartarughe catturate per sbaglio con gli ami e con le reti, o trovate in mare in cattive condizioni di salute, vengono portate nei Centri di Recupero WWF per essere curate. I pericoli per questi animali sono molti poiché si tratta di una specie sensibile a molte delle attività umane, tra cui il turismo, e la conseguente antropizzazione nelle aree di riproduzione, e la pesca eccessiva, ma anche le attività di esplorazione, trasporto e trasformazione di petrolio e gas, che spesso si sovrappongono a importanti habitat delle tartarughe marine.

Se avvistate una tartaruga in difficoltà, non esitate a intervenire seguendo i consigli del WWF: prendendo nota del maggior numero di informazioni possibili e, in caso l’esemplare sia ancora in vita, segnalandone il ritrovamento con la massima celerità al più vicino centro recupero.

Anche semplicemente acquistando i Fazzoletti Regina WWF Collection contribuirai all’aiuto della Tartaruga Marina.

Inoltre il WWF, con i fondi derivanti dalle DONAZIONI e dalle ADOZIONI, è in grado di sostenere i Centri di Recupero che accolgono e curano le tartarughe ferite, acquistando medicine e strumenti chirurgici, e di aumentare i campi di sorveglianza sulle spiagge per difendere i loro nidi.