La Testuggine del Vomere

Regina sostiene i progetti del WWF Italia con una collection di fazzoletti. Protagonisti dei pacchetti serie “Foresta” troviamo 5 animali a rischio di estinzione: il Panda, il Giaguaro, l’Ara-Macao, l’Orango e la Tigre. Come loro, altre specie sono in pericolo. Ecco perché ogni mese dedichiamo uno spazio qui nella rubrica WWF Collection. Questo mese parliamo della Testuggine del Vomere.

La Testuggine del Vomere è una testuggine endemica del Madagascar (qui riprodotta su un francobollo ufficiale degli Stati dell’Africa Occidentale creato nel 1996). Insieme alla Testuggine Raggiata, anch’essa endemica del Madagascar meridionale, è l’unica appartenente al genere Astrochelys

La specie venne descritta per la prima volta nel 1885, dallo zoologo francese Léon Vaillant. I locali la chiamano “Angonoka”, mentre nel resto del mondo è conosciuta come “Testuggine del Vomere”, denominata così per via della forma dello scuto gulare, che si proietta in avanti tra le zampe anteriori. Lo scuto gulare non è altro che una scaglia del piastrone, la parte inferiore del guscio.  Esaminando lo scuto, come accade per gli alberi, è possibile determinare l’età dell’animale, perché restano impressi sulla scaglia le fasi della crescita della tartaruga. La parte superiore del guscio, detta carapace, si presenta invece a forma di cupola e di colore chiaro.
I maschi sono in media più grandi delle femmine. La lunghezza media di un maschio adulto è di 41 centimetri, per un peso di 10 chili. Le femmine raggiungono gli 8 chili e sono leggermente più piccole.
L’habitat di queste tartarughe è ristretto ad un’areale di 60 km quadrati, nella regione della Baia di Baly, nel Madagascar Nord-occidentale, vicino alla città di Soalala. 
La regione è caratterizzata dalla presenza di una fitta foresta di bambù, che si trasforma in una foresta decidua secca su un versante e in una fitta Mangrovia dall’altro. 
La Testuggine del Vomere è una specie erbivora, si nutre prevalentemente di foglie, di arbusti e di bamboo (una curiosità: del bamboo mangia solo le foglie morte). L’introduzione artificiale del Potamocero, un mammifero della famiglia dei Suidi, ha contribuito alla diminuzione del numero di Testuggini del Vomere sull’isola, essendo il suo principale predatore e cibandosi delle sue uova. 
L’Angonoka raggiunge la maturità sessuale a 15 anni di età, e può produrre da una a sei uova per covata durante la stagione riproduttiva, che va da Gennaio a Maggio, durante la stagione delle piogge. Questa specie è una delle più minacciate al mondo ed è estremamente rara, classificata dalla IUCN red List come fortemente a rischio. 
La principale minaccia per questa specie sono gli incendi controllati, usati  dagli allevatori per “ripulire” l’area prescelta e far pascolare i bovini, o dai bracconieri per scovare animali rari da importare al mercato nero. Negli ultimi anni l’habitat della tartaruga si è ristretto sempre di più, anche a causa delle attività agricole. 
Considerata rara e preziosa, la più grande minaccia per questo rettile restano appunto i bracconieri, che la rivendono a collezionisti di tutto il mondo dietro compenso. Nonostante l’aumento della sorveglianza da parte delle autorità locali, il numero di tartarughe strappate al loro habitat è cresciuto in modo allarmante.  Ad oggi ne restano circa 500 esemplari allo stato brado. Per questo motivo è entrata nella lista di specie protette dalla Durrell Wildlife Conservation Trust. Per merito di  questa organizzazione il suo areale è ora protetto all’interno del Parco nazionale della Baia di Baly. Grazie ad un programma educativo rivolto a villaggi e scuole locali, anche gli incedi programmati sono stati sensibilmente ridotti. La Durrell gestisce anche un centro di riproduzione in cattività, nel Parco nazionale di Ankarafaniska, e fino ad ora ha rimesso in libertà più di 100 esemplari di giovani adulti. Ma la minaccia rappresentata dai bracconieri è reale, ed il centro è costantemente sorvegliato 24 ore al giorno da telecamere e da una squadra di poliziotti. Per monitorare le tartarughe di Baly Bay sono stati assunti guardaparco locali, e molti animali sono stati dotati di collari radio, anche se l’area resta troppo vasta per poter essere sorvegliata completamente e costantemente. Nonostante questo, Richard Lewis, direttore delle operazioni della Durrell in Madagascar, rinnova l’impegno costante nel proteggere una delle specie più rare al mondo, per far sì che continui a popolare la meravigliosa natura incontaminata.