Sostenibilità in Italia

Per parlare di città sostenibili, è necessario fare un breve excursus su quel che significa “sostenibilità”.
Per quanto riguarda il nostro paese, già nel 2006 è stata introdotta nella normativa la nozione di sviluppo sostenibile (DL n.152 del 3 aprile 2006), con le seguenti parole: “Ogni attività umana giuridicamente rilevante deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile al fine di garantire all’uomo che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future. Anche l’attività della pubblica amministrazione deve essere finalizzata a consentire la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile”. Un concetto, dunque, che significa azzerare gli impatti negativi sul Pianeta evitando di continuare a erodere le risorse che serviranno anche ai nostri figli, come già era stato sancito nel 1992 in occasione della conferenza Onu di Rio de Janeiro sull’Ambiente e lo Sviluppo, alla presenza di 183 Stati. 
E che, secondo Bloomberg (ex sindaco di New York City e attualmente inviato ONU) significa anche adottare soluzioni a livello amministrativo per trasformare le città in smart cities, come ad esempio: wi-fi su tutto il territorio, coworking, consumo di suolo zero (riqualificando e ammodernando l’esistente), incentivazione di tetti verdi e orti urbani (), telelavoro per ridurre traffico e l’inquinamento automobilistico, collaborazione social tra cittadini amministrazione e forze dell’ordine, mini-rinnovabili e tecnologie per risparmio energetico, raccolta differenziata,…
Dal punto di vista dei singoli cittadini, la sostenibilità rappresenta una presa di coscienza e di responsabilità rispetto ai propri comportamenti e alle loro conseguenze verso gli altri e verso l’ambiente e, insieme, un forte orientamento per il rispetto delle regole.
Nel 2018, l’Associazione Ambientalista Greenpeace ha esaminato le città italiane mettendole a confronto su 5 parametri: gestione della mobilità, trasporti pubblici, qualità dell’aria, mobilità attiva e sicurezza stradale. E a vincere è stata Milano, nonostante la qualità dell’aria sia spesso pessima, proprio grazie al trasporto pubblico e alla mobilità cittadina, che si caratterizza per un fortissimo utilizzo del car e del bike-sharing, ma anche del trasporto pubblico (38% - nettamente superiore alle altre città). Il 12% preferisce camminare.
Milano si conferma inoltre come città più “smart” per il quinto anno consecutivo nel rapporto annuale "ICity Rate 2018", realizzato da Fpa per verificare la capacità dei Comuni di centrare gli obiettivi di: occupazione, ricerca e innovazione, solidità economica, trasformazione digitale, energia, partecipazione civile, inclusione sociale, istruzione, attrattività turistico-culturale, rifiuti, sicurezza e legalità, mobilità sostenibile, verde urbano, suolo e territorio, acqua e aria. Seguono Firenze e Bologna. Il capoluogo lombardo è riuscito a dimostrare una grande determinazione nell’affrontare non solo le sfide ambientali (verde urbano) ma anche nuove dinamiche di sviluppo economico (solidità economica, 1°, ricerca e innovazione, 1°, e lavoro, 2°).
Per quanto riguarda invece l’essere “green”, le migliori città italiane risultano Oristano e Bolzano, inserite tra l’altro in una lista a livello mondiale, grazie alla loro capacità di approvvigionarsi al 100% da fonti rinnovabili, con un mix tra i sistemi idroelettrici e solari. 
Sul podio di questa classifica mondiale ci sono: Burlington in Vermont negli USA, Reykjavík capitale dell’Islanda, Basilea capitale della Svizzera.
All’appello manca un ultimo rapporto, quello di Legambiente, che mette in evidenza principalmente l’Italia che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future. Ecosistema Urbano 2018, realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, vede in testa alla graduatoria i comuni di Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza al top per raccolta differenziata (tutti superano il 65%), con Mantova che sfiora l’80% e, insieme a Trento, ai primissimi posti per depurazione dei reflui e contenimento delle perdite di acqua potabile dalla rete idrica.
Dobbiamo andarne fieri. Le nostre città dimostrano un grande attaccamento all’ambiente e al benessere dell’uomo. Non è così in tutta Italia, ma queste eccellenze ci fanno ben sperare in un futuro fatto di sostenibilità, responsabilità e rispetto.