Prove di un futuro green

Tempo di lettura stimato: 4 min

Paesi in via di sviluppo, anche e soprattutto sul fronte energetico.
Gli impianti più all’avanguardia, in grado di sfruttare al meglio ciò che la tecnologia delle fonti rinnovabili ha da offrire. Ecco cosa sta accadendo nei Pesi in via di Sviluppo, per via degli accordi internazionali sul clima da un lato, e perché molti enti di ricerca e aziende hanno scelto territori per sperimentare tecnologie green, proprio dove i sistemi energetici sono meno capillari.

Come ad esempio l’Enea, che di recente ha realizzato nei pressi di Alessandria d’Egitto, a Borg El Arab, una centrale solare a concentrazione assolutamente innovativa: si tratta di un sistema basato su specchi concavi, che fornisce energia termica con diverse applicazioni. Dalla climatizzazione degli ambienti alla conservazione di cibo e medicinali, dalla dissalazione dell’acqua marina alla gestione dei rifiuti, fino al rifornimento di energia necessaria per i laboratori artigianali.
La centrale è aperta anche alle visite dei cittadini, che possono apprezzarne anche il contributo dato all’economia locale. Inoltre molti componenti dell’impianto sono di semplice fabbricazione e possono essere facilmente realizzati in loco. 

Nel deserto della Giordania, invece, una centrale eolica e solare alimenta un sistema per la desalinizzazione dell’acqua per irrigare serre e frutteti. Siamo nella zona di Aquaba, un complesso costituito da una serra di tre ettari e da un sistema di dissalazione dell’acqua alimentati da una centrale a pannelli e pale. I frutti del raccolto? Ben 130 tonnellate all’anno di pomodori, cetrioli e erbe aromatiche. I ricercatori stanno anche selezionando le piante dei frutteti in base alla resistenza alla siccità, così da poterle coltivare in modo più efficiente: una valida soluzione per la desertificazione.

Le tecnologie a basso impatto energetico possono rendere produttivo un territorio, e questo è dimostrato anche da un’esperienza molto diversa: Oikos, una Ong italiana fondata nel 1996 con lo dopo di tutelare la biodiversità e favorire lo sviluppo sostenibile nel sud del mondo, è da molti anni attiva in Tanzania. Oggi l’organizzazione sta lavorando per dare autosufficienza a circa 2000 famiglie Masai che vino in 250 villaggi nella zona di Arusha, in difficoltà per via della siccità degli ultimi anni. Le piccole realizzazioni si sono dimostrate un investimento migliore dei grandi progetti, il cui sviluppo avrebbe richiesto anni e una difficoltà aggiunta nell’organizzali e gestirli. Ecco perché Oikos ha installato pannelli solari in una ventina di scuole superiori che ospitano gli studenti anche nelle ore notturne.

La corrente prodotta ha permesso di modernizzare le strutture, eliminando le vecchie lampade a cherosene e si sono dotate di computer, fotocopiatrici e sistemi della climatizzazione e di sicurezza. La Ong ha anche provveduto ha formare tecnici specializzati in grado di “esportare” l’esperienza anche in altri villaggi, in un circolo virtuoso di progresso ed energia pulita.
L’energia prodotta in eccesso è infine ceduta ad una società energetica che la ridistribuisce per altri scopi a prezzi vantaggiosi, dal momento che parte del ricavato deve necessariamente essere investita in altre scuole o strutture di interesse pubblico.

Gli impianti più all'avanguardia per produrre energia sostenibile sono già oggi sperimentati soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, con ottimi risultati per costruire un futuro sostenibile, per garantire migliori condizioni di vita all’uomo rispettando il pianeta: non più utopia, ma “verde” realtà!