In Trentino la benzina arriva dai rifiuti

I biogas sono una miscela di diversi tipi di gas, che derivano dalla fermentazione, in mancanza di ossigeno, di residui organici, che possono essere di origine animale o vegetale. I residui organici vengono prodotti da diversi processi industriali: sono ad esempio gli scarti dell'industria agraria, di quella alimentare (prodotti scaduti o di scarto) o di quella zootecnica (reflui degli animali o carcasse). Durante la decomposizione di queste sostanze, operata da alcuni tipi di batteri, vengono prodotti diversi gas, come anidride carbonica, idrogeno e anche metano.

Commercialmente, si fa una distinzione tra biogas e metano. Il metano è il gas naturale che si trova, in natura, in giacimenti; anche se, per effetto della decomposizione, si trova anche nei letamai, nelle paludi e anche nei pascoli e negli allevamenti bovini. Se avete mai sentito dire che le mucche allargano il buco nell'ozono, sappiate che c'è un fondo di verità: questi erbivori, durante la digestione, emettono un sacco di gas… metano!

Viene chiamato biogas, invece, quello che deriva appunto dalla fermentazione e dalla putrefazione. In realtà la composizione chimica di questi due elementi è simile. Ma a cosa serve questo Biogas?

Il Biogas grezzo ha un contenuto di metano pari al 50-60%, e attraverso un processo di raffinazione (chiamato upgrading) è possibile trasformarlo in Biometano, eliminando l'anidride carbonica ed altre sostanze: in questo modo, il biogas può essere trasformato in un combustibile con una percentuale di metano pari a 94%, quasi il doppio.

I vantaggi di questo processo sono numerosi: prima di tutto, il biometano è un combustibile rinnovabile, che può essere utilizzato industrialmente come sostituto del gas naturale. Inoltre, ed è da qui che parte un'iniziativa ecofriendly che vede l'Italia protagonista, può essere usato come combustibile per veicoli, che significa maggiore sostenibilità ambientale, diminuzione di gas serra e riduzione delle importazioni di combustibili fossili.

Per questo motivo, per la prima volta, il biometano prodotto da BioEnergia Trentino verrà utilizzato, idealmente entro il 2018, per alimentare i mezzi di trasporto pubblico, che fino ad oggi “vanno” a metano. Il biometano verrà ricavato da una gestione intelligente dell'umido, compreso quello prodotto nelle case dei cittadini, in quella che si definisce economia circolare. Un'economia, cioè, che parte dai rifiuti e dall'educazione alla raccolta differenziata e arriva a fornire un servizio “utile” all’uomo e sostenibile per l’ambiente. In che modo? Gli scarti dell'umido vengono trasformati in ammendante, un compost che da un lato viene utilizzato dagli agricoltori come fertilizzante e, dall'altro, darà origine al biogas e quindi al biometano.

Il biogas che verrà prodotto nell'impianto di Cadino e purificato in biometano, verrà trasportato fino all'autorimessa di Trentino Trasporti di Gardolo, che è a soli 10 chilometri di distanza dal luogo di produzione. Non solo quindi si andrà a produrre un gas più ecologico, ma anche a chilometro zero! A progetto ultimato, saranno 64 gli autobus alimentati a biometano.

 

Mauro Gilmozzi, l'assessore alle infrastrutture e all'ambiente in provincia di Trento, ha rilasciato un intervista a proposito degli autobus che, il prossimo anno, andranno “a rifiuti”.  Il lavoro fatto in Trentino – dice Gilmozzi – è un anello che si chiude. La circolarità di questo progetto riesce a produrre reddito, dare lavoro e creare servizi e nel contempo a rispettare l'ambiente.

Noi ad un futuro più green ci vogliamo credere e vogliamo insieme fare #ungestodamoreperlanatura, scegliendo i Fazzoletti WWF Regina Collection per essere sempre più vicini al nostro bellissimo e unico Pianeta.