Il frigorifero? Si condivide!

Si stima che durante le festività natalizie (cenone di capodanno compreso) un terzo delle persone si abbuffi di cibo molto di più rispetto a qualunque altro periodo dell’anno e che venga addirittura buttato il 70% del cibo acquistato a sproposito. Dati inquietanti se si pensa al crescente numero di famiglie che nel 2018 (anche in Italia) hanno oltrepassato la soglia di povertà e a quanto lo spreco alimentare sia una delle cause di malessere del nostro Pianeta. Fino a 50 anni fa lo spreco era impensabile: le nostre nonne infatti non solo erano assai più parsimoniose di quanto siamo noi ma avevano la meravigliosa capacità di recuperare gli avanzi, realizzando deliziose polpette o saporite torte salate. Un atteggiamento che nell’era consumista in cui ci troviamo non sembra purtroppo più appartenerci, portandoci a sprecare 12,5 miliardi all’anno, pari a circa 960 Kcal buttate ogni giorno, ma che fortunatamente ha solleticato la creatività di alcune associazioni sparse nelle capitali europe. A dirla tutta, il precursore fu nel 2016 Minu Pauline, la giovane proprietaria del ristorante Pappadavada di Kochi in India, che vedendo una donna senza fissa dimora cercare cibo di notte, decise di dare una mano. Acquistò un frigorifero e lo riempì di prodotti alimentari ancora buonissimi ma scartati dalle cucine del suo ristorante. Lo lasciò aperto ogni giorno a ogni ora e disponibile per tutti: i clienti che non terminavano il proprio pasto potevano sistemare lì gli avanzi, destinandoli così alle persone bisognose. Minu ha spiegato che ogni giorno il frigorifero viene svuotato e questo la riempie di gioia perché come sostiene lei stessa: "I soldi sono tuoi, ma le risorse appartengono alla società”. 
Un messaggio forte che evidentemente ha cominciato a fare il giro del mondo e nel 2017 a Londra è approdato Freddie, il primo frigorifero popolare al Pop Brixon, e a seguire Berlino nel quartiere di Kreuzberg dove un condominio ha installato due grandi frigoriferi in cortile pieno di cibo gratis. E sempre lo scorso anno ha aperto anche a Bari: una sperimentazione attivata da Kenda Onlus che ha installato 7 frigoriferi nella città e ha organizzato una serie di attività di educazione alimentare (giochi, laboratori e seminari) per bambini, adulti e anziani, allo scopo di promuovere la solidarietà, lo scambio e i gesti d’amore. Nel frigorifero solidale si trovano alimenti base come uova, latte, yogurt, frutta e verdura fresca, che anziché essere buttati vengono resi disponibili gratuitamente per la collettività.
Dai nomi più vari, ‘community fridges’, ‘solidarity fridges’, o ‘public refrigerators’, questi frigoriferi hanno una cosa in comune: prevenire lo spreco. Geniale no? Una prevenzione che fa del bene non solo all’ambiente ma anche alle persone e che dunque diventa solidarietà.