Giornata Mondiale degli Oceani

Nel mese di dicembre 2017, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, grazie al lavoro della Commissione Oceanografica Intergovernativa di UNESCO e alla sempre maggiore attenzione globale sul tema dell’ecosistema “mare”, ha approvato una proposta per istituire la cosiddetta decade delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile (2021-2030). Un risultato estremamente importante ottenuto anche grazie agli sforzi delle Nazioni Unite con l’istituzione e la promozione della Giornata Mondiale degli Oceani: una data (l'8 giugno) per celebrare e tutelare le distese d'acqua del nostro magnifico "Pianeta Blu". Blu proprio perché la Terra è ricoperta di acqua per il 70% della sua superficie ed è proprio grazie agli Oceani, in grado di produrre il 70% dell’ossigeno, che possiamo continuare a respirare. L’acqua dunque ci fornisce il presupposto fondamentale per sopravvivere e per questo dovremmo tutti ringraziare in particolare il Prochlorococcus, un fitoplancton presente in abbondanza nei mari e in grado di rilasciare così tanto ossigeno nell’atmosfera, da essere il “responsabile” di uno su 5 dei nostri respiri. Non solo… i mari e gli oceani sono ambienti ricchissimi di vita, al punto che siamo arrivati a conoscere solo un terzo delle forme di vita presenti. La vastità degli oceani, in particolare, e la difficoltà di raggiungere le grandi profondità limitano le possibilità di esplorazione fisica dei fondali. In ogni caso, ogni anno vengono “riconosciute” circa 2000 nuove specie acquatiche. E ancora: i mari e gli oceani assorbono mille volte più calore dell’atmosfera e hanno trattenuto fino ad oggi il 90% dell’energia in più derivante dall’incremento dei gas serra dovuti all’azione umana. Sono dunque ottimi compagni di viaggio, che hanno però estremamente bisogno della nostra attenzione: i cambiamenti climatici e l’acidificazione degli oceani creano sinergie e amplificano l’impatto di altre minacce come la pesca eccessiva e la distruzione degli habitat marini, tutti fenomeni sempre riconducibili all’attività umana. Ciò significherebbe la fine di almeno il 25% della biodiversità nel mare, così come la perdita delle possibilità di pesca ed un impatto significativo su molti settori produttivi come il turismo. La Giornata Mondiale degli Oceani rappresenta, dunque, un momento fondamentale di riflessione per ricordarci che il Pianeta Blu è in crisi nella sua risorsa più vasta, che il Mediterraneo e il Mar Nero sono messi a dura prova e che solo il 4% degli oceani è protetto: una percentuale irrisoria se si pensa a quanto siano fondamentali i mari per la sopravvivenza. Il tema del #worldoceansday per il 2018 è “Prevenire l'inquinamento da plastica e incoraggiare soluzioni alternative per mantenere sani gli oceani”, una minaccia e insieme un’opportunità: attualmente si contano, infatti, 640.000 tonnellate di reti da pesca abbandonate negli oceani e quasi 12 milioni di tonnellate di plastica gettate in mare ogni anno. Insieme a questo però si contano anche decine e decine di possibili soluzioni, come ad esempio quella offerta da Choose con la bottiglia in carta riciclata e completamente biodegradabile, realizzata dal britannico James Longcroft o l’incredibile enzima, scoperto da ricercatori britannici e americani nel 2016, capace di degradare la plastica fino a farla scomparire. O ancora, il meraviglioso film uscito il 17 maggio scorso nelle sale italiane, dal titolo “Le meraviglie del mare”: un documentario di Jean-Michel Cousteau e Jean-Jacques Mantello, che introduce lo spettatore nel magico e magnifico mondo degli abissi marini. Si tratta di un ambizioso progetto, che vuole sensibilizzare grandi e piccini sul tema del mare, fortemente sostenuto dall’associazione Marevivo, dalla Marina Militare Italiana, da Sky Un Mare da Salvare, dall’acquario di Genova e dalla North Sails. Doveroso e bellissimo è quindi salutare il mare e vivere la Giornata Mondiale degli Oceani con le intense parole dello stesso Jean-Michel Cousteau: “La Meraviglia del mare ci fa riflettere sul fatto che ogni respiro, ogni boccata d’aria proviene mare. Mi piacerebbe che i giovani, la classe dirigente del futuro, avessero accesso a queste informazioni, non solo per imparare cose nuove, ma anche per proteggere l’ecosistema marino. Senza un mare pulito non ci può essere vita nemmeno sulla terra. Proteggere il mare significa proteggere noi stessi e le generazioni future”.