Accordo di Parigi, ci siamo

La terra è la nostra unica casa, eppure dai tempi della Rivoluzione Industriale l’uomo ha iniziato uno sfruttamento senza precedenti delle risorse del nostro pianeta, senza pensare alle conseguenze.

Ogni giorno che passa però è sempre più chiaro che non è possibile continuare a consumare così tante risorse e a inquinare la terra senza che questo comportamento ci si ritorca irreversibilmente contro. Oggi finalmente qualcosa sta cambiando, ed è apparso chiaro come portare le tematiche ambientali al centro delle agende politiche mondiali sia l’unico modo per poter poi pensare aòlo sviluppo, a tutto tondo, del futuro. Ad Ottobre 2017, poco dopo il Climate Week di New York, il consiglio dei Ministri ha approvato la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS), il primo passo per stabilire a livello nazionale ed internazionale gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, tracciando un piano incentrato sulla sostenibilità come imprescindibile valore condiviso, nei limiti di consumo imposti dall’Accordo di Parigi. In Italia la SNSvS è il punto di partenza per l’ideazione di un quadro strategico di riferimento delle politiche settoriali e territoriali fino al 2030. Il rispetto dell’Accordo di Parigi è quindi l’obiettivo a lungo termine fondamentale e vincolante per i governi dal momento della sua entrata in vigore nel 2016. L’Accordo da ponte tra le politiche odierne di sviluppo e il rispetto per l’ambiente ed il clima, impattando il meno possibile sul pianeta. Ecco come:
-Riducendo le emissioni.
-Evitando un eccessivo surriscaldamento globale (che deve mantenersi al di sotto dei 2°C).
-Riunendosi ogni 5 anni per stabilire obiettivi più ambiziosi, in base alle conseguenze scientifiche dei risultati ottenuti.
- Segnalando i progressi compiuti con trasparenza e responsabilità.
-Offrendo ai paesi in via di sviluppo un sostegno internazionale continuo.
-Minimizzando le perdite e i danni legati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, attraverso cooperazione, comprensione, interventi e sostegno in diversi campi (preparazione alle emergenze, assicurazione contro i rischi).

L’UE e gli altri pesi sviluppati continueranno dunque a sostenere l’azione per il clima per ridurre le emissioni e difendere attivamente l’ecosistema mondiale, in un clima di responsabilità che investe città, regioni e stati. Ne sono esempi le Giornate di sensibilizzazione,  come per esempio l’Earth Day, che ogni anno ci ricordano che questo Pianeta è delicatissimo e va tutelato. La definizione di questo programma strategico conferma insomma come questo percorso più “green” sia diventato un’esigenza indispensabile nell’ambito della programmazione economica sociale ed ambientale. Proprio a questo proposito, si è conclusa il 21 novembre la 23esima conferenza dell’ONU sui cambiamenti climatici a Bonn, dove sono stati discussi dettagli tecnici dell’applicazione dell’Accordo di Parigi per arrivare ad un drastico taglio nelle emissioni di gas serra e sono state indicate anche quali azioni sulle emissioni vadano monitorate, coinvolgendo una ventina di Paesi, Italia compresa, per cessare la produzione di energia dal carbone. Nonostante la produzione energetica di alcuni paesi (Tra cui appunto la Polonia) dipenda quasi esclusivamente dall’uso di combustibili fossili come il carbone, l’impegno mondiale è alto. Impegno che, nonostante gli obiettivi dell’Accordo siano ambiziosi, sono accettati e considerati raggiungibili; perché proteggere il pianeta è, oltre che necessario, assolutamente possibile.