Top ten 2017 dei parchi più belli d'Italia

L’Italia è un paese ricchissimo di aree naturali e di biodiversità: luoghi incantevoli da visitare dalla Primavera all’Autunno in grado di sorprendere e stimolare il contatto con la Natura.

Una delle iniziative più curiose è quella che ha coinvolto un gruppo di esperti del settore ambientale e buoni conoscitori delle ricchezze naturali della nostra penisola chedendo loro di stilare la top ten dei parchi italiani sulla base di alcune caratteristiche, tra cui: l’interesse botanico e storico-artistico, lo stato di conservazione, l’accessibilità e i servizi.

Ed eccovi, dall’estremo Nord all’estremo Sud, l’elenco delle 10 aree individuate:

- Oasi Zegna (Biella-Piemonte). Fortemente voluta dall’industriale Ermenegildo Zegna che, intorno agli anni ‘30, cominciò un’imponente opera di valorizzazione delle montagne di Trivero, con l’impianto di conifere, rododendri e ortensie, arrivando a trasformare le pendici della montagna in un rigoglioso giardino: la “Panoramica Zegna” (26 km), con il punto più alto a Bielmonte (1500 m).

- Villa Pallavicini (Pegli-Liguria) con quello che è considerato uno dei parchi romantici più originali del mondo. Fu richiesto dal marchese Ignazio Pallavicini allo scenografo Michele Canzio intorno al 1840, che riuscì a realizzare un itinerario di scenografie legate tra loro; moltissime le piante di pregio botanico-paesaggistico, tra cui anche una collezione di antiche camelie, alcune delle quali ultracentenarie.

- Villa Arconati (Castellazzo di Bollate-Lombardia), con un articolato complesso verde e edificato che comprende, oltre ad aree agricole e boschive, una sontuosa “villa di delizia” che si affaccia su di un vasto parterre a prato.

- Giardini della Reggia di Colorno (Emilia Romagna), che dopo varie ristrutturazioni, arrivarono sotto l’egida di Maria Luigia d’Austria (1800) a trasformarsi in un bosco inglese.

- Villa La Foce (Chianciano Terme-Toscana). Strettamente legati a Iris Origo che, con il marito marchese Antonio decise di trasferirsi qui dopo il matrimonio intorno al 1920, i giardini della villa sono un tripudio di pendii terrazzati dove ciliegi, pini e cipressi crescono tra la ginestra selvatica, il timo e il rosmarino.

- Giardino Portoghesi (Calcata-Lazio). Realizzato come opera-giardino dall’architetto Paolo Portoghesi, con la moglie Giovanna Massobrio, dal 1990. Ironico, con allusioni aell’architettura classica e una ricchissima scelta degli alberi.

- Villa Imperiale (Pesaro-Marche). Immersa nel Parco Naturale del Colle San Bartolo, è una dimora che tutt’oggi ripropone lo scenario di una antica villa suburbana in cui natura e architettura trovano il loro perfetto equilibrio. Particolarmente suggestivi sia i giardini terrazzati interni che il parco esterno.

- Villa Cimbrone (Ravello-Campania), inserita nel contesto sublime della costiera amalfitana, la villa vanta un giardino realizzato a partire dal 1904 da Ernest William Beckett, poi Lord Grimthorpe, che acquista una vecchia casa trasformandola in un castelletto romantico. Celebre è la Terrazza dell’Infinito.

- Compendio Garibaldino dell’isola di Caprera (nell’immagine, Sardegna). Situato all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena, sorge sui terreni acquistati dallo stesso Garibaldi, compresa la casa in cui a lungo visse ed è sepolto. Protagonista è la macchia mediterranea.

- Giardino Comunale di Caltagirone (Catania). Sorto nel 1846, dopo varie ristrutturazioni si compone ora di un parterre a disegno geometrico, una collina con sentieri e la grande terrazza panoramica alberata (con balaustrata in terracotta a motivi fitomorfi degli inizi del XX secolo).

E, se di verde non ce n’è mai abbastanza, vi ricordiamo che per tutti quelli che vogliono fare #ungestodamoreperlanatura, le Oasi WWF sono aperte anche nel mese di settembre.