Riserve marine WWF

In relazione a iniziative come la Giornata Mondiale degli Oceani (5 giugno), o alla Plastic Bag Free Day si è affrontato il tema dell’inquinamento nei confronti di un’essenziale fonte di vita: l’acqua e, nello specifico, l’acqua marina.  

Infatti, i delicati ecosistemi marini sono sempre più minacciati su diversi fronti e le acque del mare inquinate hanno effetti sulla salute degli animali nonché su quella dell’uomo.

© WWFQuesto vuol dire che e tutto il pianeta potrebbe ritrovarsi a fare i conti con un irreparabile disastro ambientale. Ecco perché oggi come oggi, 
sono nate giornate come quelle di cui sopra: per sensibilizzare l’opinione pubblica e incrociare gli sforzi di governi, istituzioni e cittadini e tutti insieme operare per ripulire gli oceani (o quantomeno non inquinarli). 
Ma c’è un altro fronte che ogni giorno opera a favore della tutela dei mari blu. 
Grazie ad organizzazioni come WWF, amiche dell’ambiente, sono nate speciali aree marine protette (AMP), tenute al riparo dall’inquinamento e dallo sfruttamento dell’uomo. 
Fondamentali per il mantenimento della biodiversità degli oceani e anche per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, ad oggi le aree marine protette tutelano il 3,5% degli oceani. 
E per fortuna è in atto ormai da tempo un’iniziativa mirata proprio a questo. Si tratta della campagna WWF #GenerAzioneMare una reale azione per diffondere un messaggio comune e positivo: insieme, per difendere il capitale blu. Per saperne di più vi suggeriamo di seguire questo link

Qui di seguito invece alcune delle più splendide riserve marine italiane. Vi consigliamo di visitarle e fare #ungestodamoreperlnatura. 

- Oasi WWF Miramare*: nel comune di Trieste, è la prima Riserva Marina italiana, istituita dal WWF nel 1973. Il mare della riserva, profondo 18 metri, bagna il golfo di Trieste ai piedi del famoso Castello di Miramare.


- Oasi WWF Dune degli Alberoni: si trova al Lido di Venezia e si estende per circa 160 ettari, che comprendono un’ampia spiaggia e zona di nidificazione. Nel braccio di mare Adriatico antistante vivono le tartarughe marine, specie protetta.


- Oasi WWF Dune di Tirrenia: in Toscana, nel comune di Pisa, un’area di 24 ettari di preziose dune sabbiose (alcune raggiungono i 10m di altezza!) che ospitano tutte le specie tipiche della macchia mediterranea.


- Oasi WWF Capo Rama: si trova in Sicilia ed è situata su un’alta falesia calcarea, in uno dei tratti di costa più suggestivi della costa siciliana, con oltre 5 ettari di macchia a palma nana. Più grande è l’Oasi WWF di Torre Salsa, che si estende per un’area di 762 ettari, in provincia di Agrigento. Il suo territorio percorre 6 km di costa mediterranea e le spiagge e le dune costiere solitarie rappresentano il luogo ideale per la riproduzione della tartaruga marina della specie Caretta caretta, che depone le uova in questo tratto di costa.


- Oasi WWF Scivu: 600 di area protetta all’interno dei Siti di interesse Comunitario di Capo Pecora e Rio Scivu, in Sardegna.
 Diffuse lungo tutta la penisola sono anche altre Aree marine protette non gestite dal WWF ma direttamente dai comuni di riferimento. 
Un’eccezione è il Santuario dei Cetacei, che si estende lungo Liguria, Toscana, la Sardegna settentrionale, la Corsica e la parte orientale della costa mediterranea francese. 


In Liguria si trovano anche l’Area Marina protetta delle Cinque Terre, di Portofino e dell’Isola di Bergeggi; in Sardegna invece solo protette tutte le aree marine intorno alle isole: Area Marina protetta di Tavolara, di Capocaccia – Isola piana, di Isola dell’Asinara e poi di Capo Carbonara e penisola del Sinis.


In Campania ci sono i parchi sommersi di Baia e Gaiola e le aree marine come quella di Punta Campanella, di Santa Maria Castellabate.
 Queste elencati sono solo alcuni dei percorsi naturali alla scoperta di angoli di biodiversità che ogni anno garantiscono la sopravvivenza di tratti di mare incontaminati e delle specie che li abitano, perché il nostro pianeta è unico e… l’unico.


*nella foto, panoramica del Castello di Miramare, Trieste. © WWF