Il Pantanal

Tempo di lettura stimato: 4 min

È la più grande zona umida del mondo, il cuore liquido del Sudamerica: il Pantanal. Un’immensa pianura alluvionale situata per la maggior parte in Brasile, e in parte in Bolivia e Paraguay. Classificata dal WWF come eco regione, appartiene al bioma delle praterie e delle savane inondabili, è l’ecosistema con la maggiore biodiversità al mondo: centinaia di specie di uccelli, pesci, e mammiferi protetti tra cui giaguari, caimani, formichieri giganti, anaconda, e capibara. Il suo nome deriva dal Portoghese “pantano”, che significa palude, ed è entrato nel 2000 a far parte del Patrimonio UNESCO.

L’anno successivo venne istituito il Parco nazionale del Pantanal, che ingloba una parte del Pantanal brasiliano, anche se si tratta di una porzione di “appena” 1350 chilometri quadrati. È solo una piccolissima porzione di questa enorme palude che, per darvi un’idea,  raggiunge i 150000 km2.

Inserita a pieno titolo nella lista di aree protette dalla convenzione di Ramsar, attualmente si preserva prevalentemente intatta, pur dovendo far fronte ad alcune minacce. La maggior parte della superficie del Pantanal è di proprietà privata, ma finché solamente una parte marginale della regione viene destinata all’allevamento estensivo (cioè allo stato brado o semibrado) resta sostanzialmente protetta.

La vera grande minaccia per il Pantanal è il progetto della costruzione di un’idrovia, che servirebbe a facilitare le comunicazioni, lo sfruttamento delle risorse energetiche e lo scambio di merci. Il prezzo da pagare? La distruzione di una delle più grandi risorse naturali del nostro pianeta.

Simbolo dell’Amazzonia, e soprattutto del Pantanal, è il Giaguaro. 
I conflitti con li pantaneiros, che da generazioni vivono nel Pantanal a stretto contatto con la natura, e soprattutto la progressiva perdita del suo habitat l’hanno portato quasi al rischio d’estinzione. 

Jamie Gordon, manager regionale di Brasile ed Amazzonia, sottolinea come i giaguari necessitino di vaste aree di foresta per trovare le prede di cui nutrirsi. Se si riesce a salvaguardare il giaguaro, ci si avvicina alla protezione della foresta amazzonica nel suo intero.  Soprattutto perché, in quanto super predatore in cima alla catena alimentare, svolge un ruolo chiave nel controllare le popolazioni di altre specie, mantenendo quell’equilibrio nella catena alimentare che è il miglior indicatore di un ambiente sano.

Anche il WWF da anni è impegnato nella tutela del giaguaro e di altre specie in pericolo, istituendo tra le varie iniziative la Living Amazon Initiative (LAI), che ha lo scopo di creare un percorso comune di gestione di un area molto estesa, attraverso l’Amazzonia, tra Colombia, Ecuador e Perù, creando corridoi naturali adatti alle esigenze del giaguaro. E anche insegnando a rispettare la natura, favorendo forme di turismo che valorizzino la specie e istituendo programmi di formazione per le comunità locali. Non solo, dall’incontro tra WWF e Amazzonia è nata anche la serie di fazzoletti Regina WWF Collection serie foresta, di cui il Giaguaro è uno dei soggetti.

Tra acquitrini e fitta foresta, i percorsi naturali del giaguaro si incrociano con quelli dei 12 animali che sono il simbolo unico di questo ecosistema, come il capibara, che è il più grande roditore del pianeta. L’Aquila Arpia, con un’apertura alare di 2 metri, minacciata dalla deforestazione e quasi completamente scomparsa dal Brasile, classificata dallo IUCN come “prossima alla minaccia”.  Formichiere Gigante, Ara Macao, altro protagonista dei pack fazzoletti Regina, che ogni giorno può percorre fino a 25 chilometri in volo in cerca di cibo, e che tropo spesso finisce nella rete dei trafficanti di animali.
A rischio estinzione anche la Lontra Gigante e l’Inia, o delfino di fiume, che deve il suo colore rosa alla fitta presenza di vasi sanguigni che traspaiono sotto la pelle. E pensate che di Inia è stata scoperta una nuova specie, l’Inia araguaiaensis, la cui popolazione è valutata a circa 1000 individui, rimasta nascosta fino al 2014. Un anno in cui nella sola Amazzonia sono state scoperte 381 nuove specie: 216 piante, 93 pesci, 32 anfibi, 20 mammiferi, 19 rettili e un uccello. Questa è l’Amazzonia. E questa è l’Amazzonia che, insieme, ci impegniamo a proteggere.