Il Cervo rosso in Italia: ecco dove trovarlo!

l Cervo nobile o Cervo rosso appartiene alla famiglia delle Cervidae, la stessa delle renne. In Italia, dopo essersi quasi estinto(ne era rimasta traccia solo nel Bosco della Mesola, in provincia di Ferrara) è stato reintrodotto ed è migrato spontaneamente in altri territori, colonizzando le zone comprese tra Como e Udine, in Lombardia e Triveneto; in Piemonte e Valle d’Aosta è invece stato reintrodotto in modo mirato, così come sull’Appennino, nel Parco Nazionale dell’Abruzzo, del Pollino e del Cilento.

Il suo incedere maestoso e aggraziato gli è valso l’appellativo di “nobile”; il collo flessuoso, il corpo muscoloso e scattante e le zampe lunghe e agili ne fanno  un grande corridore, che sfiora i 60 km/h in corsa e che può saltare fino a 2 m di altezza. Alto 1 metro e 20 al garrese, lungo fino a 2 metri e mezzo e con un peso di 200 kg (misure dei maschi adulti) il Cervo rosso popolava originariamente zone boschive in pianura o a basse altitudini. L’attività di caccia dell’uomo e la sparizione progressiva del suo habitat l’hanno spinto a quote più elevate, alle quali si è adattato perfettamente brucando dalla brughiera e nutrendosi nelle foreste di conifere.

I maschi sono dotati di corna, dette palchi, che compaiono nei giovani adulti alla fine del primo inverno e sono ricoperti da uno strato di pelle detto “velluto” che crescendo viene perso. In Luglio i palchi si ossificano, raggiungendo il massimo sviluppo, per poi venire persi l’inverno successivo, dopo la stagione degli amori. Quando la produzione di testosterone diminuisce i palchi si indeboliscono e ad un minimo urto si rompono e cadono, in un ciclo che si ripete ogni anno. Sullo “stelo”, l’osso frontale, ogni anno i palchi ricrescono più grossi.

Questi bellissimi esemplari possoni essere avvistati in diversi momenti dell’anno: in primavera, mentre cercano erbe fresche, germogli, foglie appena nate o d’estate quando i maschi adulti si incamminano alla ricerca delle compagne per accoppiarsi e si sfidano tra loro per il possesso delle femmine. In inverno, mentre è alla ricerca di licheni, corteccia e arbusti secchi, risulterà piuttosto facile riconoscerne le tracce nella neve fresca. Sull’Arco Alpino il Cervo rosso abita i territori dell’Oasi WWF di Valtrigona, sulla catena del Lagorai, che ha spontaneamente popolato.

Nell’Oasi WWF di Guardiaregia-Campochiaro, in Molise, sono invece stati introdotti due esemplari di Cervo rosso provenienti dal centro di Villavallelonga, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il reinserimento ha lo scopo di sensibilizzare l’area e far conoscere ed amare il Cervo, uno dei maggiori protagonisti della nostra fauna; per troppo tempo è stato assente dall’Appennino a causa della caccia, del disboscamento e della pastorizia, e a Campochiaro arricchisce un ambiente che ha già grande valore sia naturalistico che paesaggistico: qui, fare amicizia con Tommaso e Bonifacio, è un bellissimo #gestodamoreperlanatura che saprà aprire il cuore di molti.