Giornata Mondiale degli uccelli migratori

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Nella Natura Incontaminata, il viaggio è perpetuazione della specie, è un istinto naturale, è parte integrante della vita di centinaia di specie animali che ogni anno compiono incredibili migrazioni dettate dai ritmi biologici della natura.
Ecco perché a maggio si celebra la Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori. Migrano i mammiferi terrestri e marini, i pesci, gli invertebrati. Ma la migrazione degli uccelli è, citando le parole di Claudio Celada direttore dell’Area Conservazione Natura della Lipu, “uno dei fenomeni naturali più affascinanti presenti sul nostro pianeta”.

Basti pensare alla migrazione della Sterna Artica, la più lunga migrazione animale mai documentata: dall’estate del Polo Nord a quella del Polo sud e ritorno, un viaggio di 96000 chilometri, compiuto da un uccello dalla livrea bianca e grigia, testa nera, becco rosso e… appena un etto di peso. Nel corso della sua vita, una sterna artica può volare raggiungendo i 385000 chilometri, quanto la distanza della Terra dalla Luna!

Del resto, nella Natura incontaminata le apparenze ingannano: anche la parula capinera, un piccoletto di appena 12 grammi, trascorre l’estate boreale in nord America e l’estate australe in America del sud. “Appena” 3000 km, non una ma due volte all’anno!
Per le specie che frequentano il continente europeo, di cui circa l’85% è migratrice, è possibile osservare e riconoscere le quattro fasi del ciclo vitale lungo l’arco dell’anno: lo svernamento, il periodo invernale in cui la specie non si riproduce, la migrazione pre-riproduttiva, che li spinge verso e zone di riproduzione, solitamente da sud verso nord, la riproduzione e infine la migrazione post riproduttiva, quando le specie tornano nelle aree dove trascorrono l’inverno.

L’Italia è un punto nevralgico per la migrazione degli uccelli, avendo naturalmente una conformazione che funge, letteralmente, da ponte proteso tra l’Africa e l’Europa. Una conformazione particolare, che permette agli uccelli migratori di fermarsi, senza dover percorrere lunghissimi tratti di mare senza riposo e senza cibo. Tra l’altro, l’Italia si trova al centro di due rotte migratrici. Quella Mediterranea, percorsa dalle specie provenienti dalla Russia e dai Balcani che viaggiano verso lo Stretto di Messina e lungo le coste Adriatiche, e quella Atlantica, punto di transito per le specie provenienti dell’Europa continentale e dalla Scandinavia, che attraverso le Alpi raggiungono la Penisola Iberica e lo stretto di Gibilterra.

Ma in che modo l’uomo può interferire con questi equilibri naturali?
Naturalmente si tratta di un viaggio pericoloso, e gli uccelli migratori fronteggiano difficoltà e barriere naturali: i predatori e le grandi catene montuose, per cui è necessario che accumulino energie sufficienti ad intraprendere un simile viaggio. E qui l’uomo complica le cose, modificando o compromettendo habitat importantissimi per la sosta di queste specie, come le zone umide di pianura e costiere. Il bracconaggio e il cambiamento climatico aggiungono pressione, perché le specie hanno evoluto determinati comportamenti adattandosi a un cambiamento molto lento e graduale avvenuto nel corso di millenni.

Ecco perché ogni repentino cambiamento nelle condizioni ambientali rappresenta una possibile minaccia alla sopravvivenza di queste specie.
Wwf Italia è da sempre schierato in rima linea per la difesa delle specie di uccelli migratori. Nel 1967, quando il Wwf Italia è nato da pochi mesi, con una decisione dell’allora Consiglio Nazionale si acquisirono i diritti di caccia del Lago di Burano per farne un’oasi di protezione degli uccelli.

Fu la prima del Wwf, un’oasi che ha dato finalmente forma all’anima predominante dell’Associazione: fare azioni concrete.
Nei 50 anni successi le oasi Wwf sono diventate oltre 100, coprono più di 30mila ettari di territorio e sono visitate da più di 500mila persone, impiegando più di 150 persone tra dipendenti e giovani nelle cooperative.
Le attività svolte a livello nazionale sono tantissime, dall’ecoturismo alle vacanze natura, ai programmi di educazione, formazione e informazione ambientale.
Il progetto Oasi d’autore, ha visto il coinvolgimento dello Street artist Moby Dick, capace di trasformare le pareti di una scuola di Roma in un paesaggio naturale abitato da moltissimi animali. Un modo per portare la natura anche in città, e per spingere i più giovani ad avvicinarsi al mondo naturale con curiosità, interesse e rispetto.

Domenica 19 maggio 2019, inoltre, si festeggia la Giornata dell’Oasi, un’occasione straordinaria per celebrare la biodiversità presente su tutto il territorio italiano e preservata all’interno delle oasi Wwf. Le oasi e le riserve Wwf saranno aperte gratuitamente al pubblico, con speciali eventi e visite guidate. Una festa per conoscere, ad esempio, i meravigliosi fenicotteri nella Laguna di Orbetello, il cervo sardo nella foresta di Monte Acrosu e poi lupi, cervi, daini, lontre nei più belli e suggestivi angoli del nostro pianeta.
La Giornata delle Oasi Wwf precede di qualche giorno la Giornata mondiale della Biodiversità, indetta dall’Onu il 22 maggio, per sottolineare quanto sia importante difendere e tutelare la ricchezza della vita sulla terra. Per festeggiarla, perché non trascorrere una giornata a contatto della natura delle oasi?