In fondo al mar…Mediterraneo!

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Il Mar Mediterraneo, mare intercontinentale situato tra Europa, Nord Africa e Asia Occidentale, connesso all’Oceano Atlantico. Un’oasi naturale che ospita il 20% della biodiversità mondiale, nonostante occupi una superficie pari al 2% delle aree considerate in termine di ricchezza ambientale: circa 2 milioni di km2 di estensione. Nel bacino del Mediterraneo si contano circa 25000 specie di piante diverse native della regione, di cui più della metà sono endemiche: non si trovano altrove.

È il caso della Foca monaca mediterranea, di cui in natura sopravvivono meno di 700 esemplari. È infatti uno dei mammiferi marini più rari al mondo, diffusa prevalentemente tra Grecia e Turchia. Nel nostro paese, oltre alla Sardegna nella zona di Calagonone, gli avvistamenti negli ultimi anni sono avvenuti lungo la costa campana meridionale, a Favignana, in Puglia e lungo la costa croata. La foca si riproduce prevalentemente da agosto a ottobre, quando le calette deserte sono prese d’assalto dai turisti ed è difficile trovare spiagge di sabbia in cui dare alla luce i piccoli. Ecco perché la Foca monaca si è spinta in grotte inaccessibili o in anfratti nascosti. È proprio la difficoltà nel trovare luoghi tranquilli e idonei alla riproduzione a minacciare la specie, oltre all’uccisione da parte dei pescatori, o perché i giovani esemplari restano impigliati nelle reti.

L’eco turismo, invece, potrebbe costituire una risorsa per questo animale, specialmente nella zona della Cilicia, duecento chilometri di coste rocciose di fronte all’isola di Cipro, in Turchia.
Un luogo dove i pescatori stanno imparando a rispettare questa specie, vista proprio grazie al turismo sostenibile come possibile fonte di integrazione del loro reddito. Un turismo che, se fatto nel modo giusto, si trasforma da incombente minaccia ad ancora di salvezza.

Anche le 2000 specie animai presenti, catalogate dai gruppi tassonomici IUCN, sono eccezionali: 2 specie su 3 di anfibi sono endemiche, metà dei crostacei e dei rettili e un quarto dei mammiferi; il 6% degli squali, il 3% degli uccelli e 250 specie di pesci di acqua dolce.
Sono gli stessi ecologisti a rendersi conto della difficoltà di catalogare in modo esaustivo questa enorme banca dati di specie, ecco perché tra le altre cose il bacino del Mediterraneo è un “sorvegliato speciale” dei climatologi già da tempo, dato che negli ultimi anni ha subito un aumento della temperatura di ben 1,3 C°.
Specie provenienti dai mari più caldi hanno iniziato a comparire anche nelle nostre acque, come ad esempio il pesce scorpione, con effetti ancora imprevedibili sugli ecosistemi locali.

Il nostro mare, che negli ultimi anni è stato invaso dalla plastica, proprio come ogni oceano della Terra.
Ecco perché l’8 giugno, in occasione delle Giornata Mondiale degli Oceani, il focus è incentrato sugli ecosistemi marini da salvare. Il tema dell’edizione 2019 sarà “Prevenire l’inquinamento della plastica e promuovere soluzioni per un oceano sano”.

Per proteggere un patrimonio blu inestimabile, fatto di pesca, turismo, istruzione, commercio ma anche di azioni fondamentali alla nostra sopravvivenza, come il sequestro di carbonio dall’atmosfera. Un “fondo di ricchezza comune” eroso e minacciato dall’uomo. Ma siccome un cambio di rotta è sempre possibile, negli ultimi anni sono sempre di più gli sforzi globali per tutelare gli oceani. Come il progetto GenerAzione mare di Wwf Italia, che si batte per garantire Aree Marine Protette che proteggano efficacemente habitat critici, specie e funzioni ecologiche. Le AMP sono uno strumento essenziale per il recupero, la protezione e l’aumento della biodiversità.

Nel Mediterraneo sono 1.140 le Aree marine protette, per una copertura del 6,5% della sua superficie. 76 sono completamente protette, ma si può e si deve fare di più.
GenerAzione mare si impegna anche per garantire una pesca sostenibile, che rispetti le risorse ittiche, l’ambiente e le persone, anche con attività locali per sensibilizzare consumatori e le filiere della pesca.
Cosa puoi fare tu? Iscriverti al WWF, e firmare le petizioni che proteggono il nostro pianeta. Impegnarti ad adottare uno stile di vita sostenibile, evitando di utilizzare la plastica, riciclando, riducendo il consumismo quando non necessario. Del resto, anche l’Unione Europea ha dichiarato il bando della plastica monouso a partire dal 2021.
Infine, puoi adoperarti per dare un mano nella pulizia delle spiagge, perché nell’estate 2019 GenerAzione mare ha organizzato una maratona estiva di pulizia dei litorali, con la partecipazione di partner di alto livello scientifico e di centinaia di volontari e cittadini uniti dallo stesso obiettivo: liberare le nostre spiagge più belle dall’invasione della plastica e dei rifiuti.

Basta registrarsi all’evento sul sito www.wwf.it e leggere attentamente il vademecum sulla corretta pulizia del litorale, per non commettere errori che potrebbero nuocere all’ambiente. Anche se a fin di bene. Perché amare la natura significa conoscerla, e conoscendola, amarla ancora di più