Clima estremo, animali estremi

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Era il 23 marzo 1950 quando venne istituita l’Organizazione Metereologica mondiale (OMM), data scelta dalle Nazioni Unite per celebrare la giornata mondiale della meteorologia che cade il 23 marzo di ogni anno.
OMM è un’organizzazione intergovernative che comprende 191 Stati membri e territori, che si occupa di meteorologia e che da anni monitora le condizioni climatiche del nostro pianeta.
Conferenze, mostre ed eventi  che coinvolgono leader mondiali, governi, organizzazioni e cittadini per dare alla meteorologia rilevanza e attenzione, dal momento che l’emergenza climatica compare tra le maggiori e principali minacce alla tutela della biodiversità in tutto il mondo.

In occasione di una giornata così importante vogliamo spingerci alla scoperta di Percorsi Naturali particolari, accomunati da condizioni climatiche estreme. Solo dalla conoscenza e dalla consapevolezza può avere origine un’azione mirata nella tutela del nostro pianeta, in primo luogo limitando il surriscaldamento globale.

La nostra biodiversità si è adattata perfettamente agli ambienti più estremi, a testimonianza della meravigliosa complessità del nostro pianeta. Una biodiversità che laddove l’uomo non interferisce con gli equilibri naturali, è davvero in grado di prosperare anche di fronte alle condizioni più estreme.

-Il Salar de Uyuni è la più grande distesa di sale del pianeta, situata a più di 3600 metri di altitudine. Si estende per 12000 chilometri quadrati, ed è visitabile in tour organizzati a bordo di jeep. Un ambiente così inospitale per l’uomo, è in realtà ricco di vita: nel salar è stanziata una colonia di fenicotteri rosa. Secco nei mesi invernali, durante la stagione delle piogge il deserto di sale è inondato d’acqua e si trasforma in un enorme specchio dove la linea dell’orizzonte si confonde con il cielo.

-Monte Everest. Il Parco Nazionale di Sagarmatha, in Nepal orientale, contiene al suo interno una parte dell’Himalaya, compresa la parte meridionale del monte Everest. L’ area del parco spazia in altezza dai 2500 metri fino alla cima della montagna, 8850 metri. Lì tra le nevi perenni vivono fagiani dell’Himalaya, gracchi alpini, yak, leopardi delle nevi, orsi bruni dell’Himalaya, volpi himalayane e lupi dell’ Himalaya, perfettamente adattati alla scarsità di ossigeno.

-Il deserto di Dasht-e Lut, in Iran, è considerato il deserto più caldo del mondo. Nel 2005, la Nasa ha registrato qui la più alta temperatura terrestre registrata: 70,7 gradi Celsius. C’è un animale, però, che si è evoluto in maniera tale da sopravvivere in queste proibitive condizioni. La volpe di Rueppel assume liquidi dalle prede di cui si nutre: insetti, tuberi e radici, piccoli mammiferi, rettili. È più piccola della volpe rossa, disperdendo così il calore più facilmente. Un metabolismo ridotto e l’urina concentrata le consentono di risparmiare energia e limitare la perdita di liquidi.

-In Antartide, continente disabitato (fatta eccezione per i residenti delle basi scientifiche) perennemente ricoperto di ghiaccio, le temperature scendono fino a raggiungere i -100°C, con venti che soffiano a centinaia di km/h.
Persino qui c’è biodiversità! Nelle acque dell’Antartide vivono 250 specie marine. Non ci sono mammiferi, rettili o anfibi ma le coste rocciose dell’Antartide continentale sono luoghi di nidificazione per oltre 100 milioni di uccelli durante la primavera, e quattro specie di pinguino vivono perennemente nel continente, tra cui il Pinguino Imperatore.