#Trashtag Challenge

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Forse conoscete già il format “challenge” lanciato sul web. Diventò virale nel 2013, quando dall’America spopolarono in rete video in cui una “challenge”, cioè una sfida, veniva lanciata agli utenti. La challenge può riguardare qualunque cosa, unica regola quella di immortalarla e condividerla in rete.
Tra le prime “sfide” diventate virali, raggiunse l’Europa un gioco piuttosto ridicolo, e anche piuttosto pericoloso, chiamato “Chubby Bunny Challenge”, letteralmente “Sfida del coniglio soffice”: consiste nell’infilarsi in bocca, uno alla volta, quanti più marshmellows possibile ripetendo ad ogni boccone “chubby bunny challenge”, con risultati piuttosto esilaranti. Risultati che non valgono assolutamente il rischio corso: pericolo di soffocamento e spreco di cibo.

L’enorme potenzialità del web ha portato a una rapidissima diffusione di questo tipo di video, e presto sono nate nuove challenge con scopi più nobili di qualche attimo di divertimento. Come ad esempio la Ice Bucket Challenge, una campagna virale lanciata dalla ASL Association con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e di stimolare le donazioni per la ricerca. Il fenomeno si è diffuso in modo virale sui social media durante l’estate del 2014.

Oggi è sopravvissuto il format challenge, un invito, più che una sfida, a partecipare. Ecco perché questo mese, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente che cade il 5 giugno, condividiamo con voi una news davvero green: l’invito a partecipare alla Trash Challenge, la competizione social per ripulire il mondo dai rifiuti.

Moltissimi volontari impegnati a ripulire spiagge, strade e parchi di tutto il mondo, immortalano il prima e il dopo condividendo sui social le immagini con l’hashtag #Trashtag e #TrashChallenge. Per ripulire il pianeta, o perlomeno un suo angolino. A lanciare la sfida è stato Buron Romàn, nel marzo 2019, un uomo di Phoenix, Arizona, che lavora nel settore finanziario ma ha il pallino per l’ambiente. In un mondo 2.0, ha deciso di sfruttare le potenzialità del web per attirare l’attenzione sull’inquinamento, e soprattutto su quanto può essere fatto per cambiare le cose.
Il fatto di metterci la faccia innesca il meccanismo narcisistico che rende i social così irresistibili, ma il selfie fine a sé stesso ha, grazie alle Trash Challenge, un risvolto etico e soprattutto utile.

In realtà, l’hashtag originario #Trashtag gira in rete dal 2015, quando una compagnia di illuminazione per esterni, la Seattle Uco Gear, lanciò lo stesso invito al popolo del web. I risultati che ha raccolto ad oggi sono enormi, grazie alla condivisione di Romàn che, quest’anno, è riuscito a rilanciare la sfida ai “giovani annoiati”. Giovani che non hanno tardato a rispondere alla chiamata, al punto che il 15 marzo erano già stati pubblicati in rete 400mila scatti tra Instagram e Twitter, soprattutto in America, ma anche Nepal e Tailandia.


È vero, qualcosa sta finalmente cambiando. Soprattutto negli ultimi mesi, l’interesse destato dai temi ambientali nei più giovani e giovanissimi può concretamente essere l’inizio di un’era “green”. Grazie all’impegno costante dell’Onu e delle tante associazioni e organizzazioni che si battono per la tutela dell’ambiente, come WWF, possiamo scongiurare i rischi del climate change e dell’invasione dei rifiuti, soprattutto di plastica.

Cambiare stile di vita è fondamentale, e ha un impatto immediato. Fare qualcosa è alla portata di tutti, proprio come chinarsi a raccogliere una cartaccia buttata per terra nel parco in cui passeggiamo tutte le sere, tornando a casa dopo una lunga giornata. E in un mondo in cui siamo tutti connessi, seppur individualisticamente, ecco che proprio la nostra terra ci offre la possibilità di sentirci parte di qualcosa e di esserlo davvero, connessi: alla splendida e meravigliosa vita su questo pianeta. Partiamo dalle sfide social, per portare nella nostra realtà quotidiana una svolta ambientalista globale, che crediamo davvero possibile.

Partecipate anche voi alla #TrashChallenge, e fate vedere di cosa siete capaci!