Uno sguardo dallo spazio

Il surriscaldamento globale, i cui effetti disastrosi per il nostro pianeta sono oggi conosciuti in tutto il mondo, è causato dalle emissioni di gas ad effetto serra. Il 70% delle emissioni di questi gas è legato all'utilizzo di combustibili fossili, che sono alla base dell'80% dell'energia prodotta globalmente.


Per prevenire gli effetti più dannosi per il clima, causati dall'inquinamento atmosferico, le Nazioni Unite si sono mobilitate attraverso il Protocollo di Kyoto: il primo strumento per tenere sotto controllo le emissioni di gas serra ed il primo passo verso l'utilizzo di fonti energetiche a minor impatto ambientale. Entrato in vigore nel 2005, prevede il controllo di sei gas in grado di influire sul clima, primo fra tutti l'anidride carbonica.

Negli anni, mano a mano che la geografia delle emissioni dei gas dannosi cambiava, è stato pensato un piano d'azione a sostenere il Protocollo, esplicitato nell'Accordo di Parigi. Nel 2015 la Comunità Internazionale ha concluso questo accordo universale, cancellando la consueta distinzione tra paesi di industrializzazione storica e paesi in via di sviluppo. Da questo momento è infatti richiesto a tutti i paesi un impegno attivo per abbandonare l'utilizzo dei combustibili fossili entro la fine del secolo. E su questo ambito, molto ha fatto il WWF con una vera e propria battagliache tutti dobbiamo vincere affinché il carbone venga definitivamente dismesso entro il 2025! Secondo i ricercatori, se non modifichiamo le nostre abitudini, entro il 2100 il pianeta sarà più caldo di ben 5 gradi! Un disastro, in termini di impatto ambientale.

E ben vengano i trattati tra le Nazioni, ma ci vorrebbe anche qualcuno in grado di controllare il buon operato e il rispetto dei limiti.

Una risposta in questa direzione ci viene data direttamente dai ricercatori della Nasa, che hanno presentato alcune settimane i risultati del satellite OCO2, un “occhio” spaziale che opera a 705 km da terra, nato per monitorare il livello globale di anidride carbonica, ed è riuscito a scovare le concentrazioni di anidride carbonica in aree più piccole di 3 km quadrati!

Questo ha reso possibile monitorare non solo il totale delle emissioni, perché grazie alle sue capacità anche le singole centrali a carbone sono finite sotto una grossa lente di ingrandimento. Purtroppo OCO2 ha un limite: compie un giro intorno al pianeta ogni 16 giorni ed essendo l'unico in funzione non può “vigilare” costantemente su tutta la superficie terreste. Per ottenere un monitoraggio costante sarebbe necessaria, secondo i ricercatori, una rete di satelliti a diverse orbite: bassa, geostazionaria (molto alta) ed ellittica (cioè variabile), anche per superare i limiti imposti da un'osservazione dallo spazio, come ad esempio le nuvole.

Una squadra di OCO2 a pattugliare i nostri cieli, proteggendo noi e la nostra casa da chi infrange le regole dettate dai trattati internazionali, rappresenterebbe la miglior garanzia di un mondo più pulito e porrebbe un freno al surriscaldamento globale. Se prendesse il via il progetto di realizzare appositamente una pattuglia di satelliti, costruiti per monitorare l'atmosfera, potremmo guardare il cielo con occhi diversi e con uno sguardo disincantato, sì, ma pieno di speranza.

E proprio per non far cadere le speranze di un Pianeta sempre più limpido e pulito, il WWF si batte da anni sul tema dell’efficienza energetica anche con la campagna GenerAzione Clima per ridurre almeno del 30% le emissioni dei gas serra in Italia entro il 2020. #ungestodamoreperlanatura che parte dalle nostre mani e arriva fino al cielo!