Il Narvalo e la sua zanna

Recentissima è la scoperta, realizzata di concerto da un gruppo di Biologi marini del WWF e dall'ente governativo Fisheries and Oceans Canada, che svela “il senso” del corno nei narvalo… le creature misteriose dell’Artico che da sempre hanno alimentato storie e racconti di esploratori e naviganti che solcavano quei mari. E probabilmente arriva proprio da qui tutta la mitologia legata all’unicorno. 

Alcune settimane fa, dicevamo, sono stati pubblicati i risultati di una ricerca, condotta anche attraverso l’uso dei droni, sulla zanna di questo particolare cetaceo (nome scientifico Monodon monoceros) che può raggiungere una lunghezza di circa 5 metri e ha un colore grigio-biancastro con macchie scure. Gli esemplari maschi della specie si riconoscono proprio per la zanna, un lungo dente che sporge dal labbro superiore formando una lunga spirale.

Per anni gli scienziati si sono chiesti a cosa effettivamente questa zanna serviva: ora abbiamo la certezza che viene utilizzata per stordire le prede prima di mangiarle, una strategia di caccia molto efficace. E allora le femmine, che ne sono prive, come possono nutrirsi?

Evidentemente, allora, non sono da scartare tutte le altre ipotesi fatte finora su questa zanna: dalla funzione di ecolocalizzazione alla difesa, dalle lotte amorose alla maggiore agilità nell’affrontare i ghiacci.

In ogni caso a noi piace pensare che questo animale mitico ed estremamente riservato possa anche tenere segreta la vera “identità” della sua spirale e vogliamo assicurargli un futuro, non solo nei nostri miti ma anche nel suo habitat naturale. Oggi infatti questo cetaceo è minacciato dai cambiamenti climatici e dal crescente impatto dell’uomo nell’Artico. Un’altra buona ragione per sostenere con un semplice #gestodamoreperlanatura il nostro Pianeta, portando sempre con voi i Fazzoletti Regina WWF Collection.