Il canto delle balene

Nella Natura Incontaminata sono molti i “cantanti” naturali che ci regalano gorgheggi, cinguettii, cicalecci, stridii ma un canto più forte degli altri, udibile a chilometri di distanza, risuona nelle profondità marine: è il canto delle balene! Che questi giganti dei mari comunichino con un sofisticato e complesso insieme di suoni, gravi e acuti, prolungati o appena accennati, non è una novità. Quello su cui etologi e biologi stanno cercando di fare chiarezza riguarda il motivo che le spinge a cantare. La parola canto viene utilizzata per descrivere gli articolati suoni che vengono prodotti solo da alcune specie di balena, le megattere e le balene della Groenlandia e le balenottere azzurre, in un modo che ricorda il canto umano. Tra i cetacei, anche delfini e focene comunicano con vocalizzi più o meno complessi, e sono dipendenti dal suono per la comunicazione nelle profondità marine. Il biologo marino Philip Clapham ha descritto il canto delle balene come “Il più complesso del mondo animale”. Nel canto delle balene le unità base del canto (e anche del nostro), cioè le note, durano fino a qualche secondo, variando in frequenza –cioè salendo, scendendo, restando costanti- e in volume. 4 o 5 note alternate, creano sotto frasi e unite generano una frase che può essere ripetuta dai 2 ai 4 minuti: è l’intonazione del tema. Una collezione di temi genera il canto, che dura all’incirca venti minuti e poi si ripete dall’inizio, per ore, giorni e mesi. Il canto non è statico ma in continua evoluzione, può cambiare ritmo o “appiattirsi” a seconda dei “gusti” . Balene che occupano le stesse regioni geografiche tendono ad intonare canzoni simili, con leggere variazioni. Balene che non si sovrappongono cantano invece canzoni totalmente diverse. E le News sorprendenti non finiscono qui: le balene della Groenlandia hanno un repertorio di melodie diverso, leggermente…jazz. Un team di ricerca internazionale guidato dall’Università di Washington ha condotto uno studio approfondito: monitorate 24 ore su 24, da novembre ad aprile, per 4 anni le balene non hanno mai smesso di cantare e non solo, avevano anche un gran repertorio! Ben 184 melodie registrate. La coordinatrice dello studio, la dottoressa Kate Stafford, ha notato delle differenze:  il canto della Megattera ha una struttura simile a quella della musica classica, ma in Groenlandia le balene si esibiscono in “improvvisazioni” con melodie sempre aggiornate, diverse ad ogni stagione. Ma perché le balene cantano? La risosta a questa domanda è ancora controversa. Nel caso delle megattere sembra cruciale l’aspetto riproduttivo: i maschi attraversano gli oceani alla ricerca di una partner con cui accoppiarsi, e le dedicano appassionate serenate, udibili a decine di decine di chilometri.   Ma numerosi studi, come quello sulle balene della Groenladia hanno rivelato la peculiarità del loro cantare. Cantano quando è il momento di nutrirsi, cantano in compagnia dei piccoli, cantano quando nuotano e si spostano: insomma, cantano sempre. E i solitari, o meglio, i solisti non mancano: da anni nei mari riecheggia il canto di una balena (che nessuno ancora è mai riuscito a identificare) chiamata H52. Osservata per la prima volta da una squadra de Woods Hole Oceanographic Institution nel 1989, è stata rilevata ogni anno fino al 2004, e in mancanza su ulteriori dati sulla sua specie (potrebbe essere u ibrido tra due specie) Hz52 continua la sua traversata ed il suo canto in solitaria. in ogni caso, i ricercatori mettono in guardia: il traffico in crescita nelle acque oceaniche, e i rumori provocati dai motir delle grandi navi, possono coprire il loro canto e mettere a rischio la loro sopravvivenza, dato che i due sessi sono dispersi nella vastità degli oceani, compromettendone la riproduzione. Abbiamo ancora molto da scoprire da questi giganti dei mari, che potrebbero avere una sfera emotiva complessa e di cui sappiamo ancora molto poco. Quello che conta, comunque, è proteggerle e lasciarle libere di vivere nel blu di un oceano pulito.