Il buco nell’ozono si riduce...

Entriamo nel 2018 con una buona notizia: il buco dell’ozono si sta riducendo. A dirlo è niente meno che la Nasa (National Aeronautics and Space Administration), l’agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti.
I dati sono stati raccolti grazie alla strumentazione a bordo del satellite Aurora, in orbita sopra la terra dal 2004,  che per anni ha analizzato i dati relativi al buco dell’Ozono. I numeri ci dicono come, dal 2005 ad oggi, il buco dell’ozono si sia ridotto di circa il 20%. Gli scienziati attribuiscono questo traguardo positivo al divieto internazionale dei Clorofluorocarburi (CFC), i gas che un tempo erano usati anche in oggetti di uso domestico e quotidiano, come frigoriferi e nelle bombolette spray. Sintetizzati nel 1935, fu solo dopo diversi anni che venne alla luce come effettivamente questi gas fossero responsabili del buco dell’ozono.
Susan Strahan, responsabile del progetto e scienziata dell’atmosfera al Goddard Space Flight Center della Nasa, conferma che la perdita di ozono è diminuita in seguito alla riduzione del cloro dei CFC. Lo scorso Settembre, la dimensione del buco non era così piccola dal 1988.
Il divieto dei CFC e lo sforzo globale intrapreso dagli anni ’80 sono stati senza dubbio un passo fondamentale nel raggiungimento di un traguardo così importante, che fa ben sperare per il futuro. Allo stesso tempo invita a “non abbassare la guardia”, continuando ad impegnarsi per la promozione di uno stile di vita sostenibile in tutto il mondo e a basso, anzi bassissimo impatto ambientale.
La prima volta che il buco dell’ozono fu rilevato, sopra l’Antartide, era il 1985.
L’ozono, a bassa quota velenoso per l’uomo, agisce come elemento fondamentale nell’atmosfera: è uno strato protettivo naturale che protegge il pianete dalle radiazioni ultraviolette del sole. Per questo è assolutamente fondamentale per la vita sulla terra, come riporta “Action on Ozone”, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep): “Tutta la vita sulla Terra dipende dall’esistenza di un sottile schermo di un gas velenoso, in alto nell’atmosfera: lo strato di ozono”. La consapevolezza dell’importanza dello strato di ozono e la minaccia del buco in crescita, che ha portato all’innalzarsi delle temperature generando il cosiddetto effetto serra, convinse la comunità internazionale a firmare il Protocollo di Montreal sulle sostanze dannose per lo strato protettivo di ozono.
Le revisioni dicono che entro l’anno 2070 l’ozono dovrebbe riprendersi almeno in parte dai danni causati dall’uomo. Non possiamo che incrociare le dita, continuando ad impegnarci ogni giorno a difendere, tutelare e rispettare l’ambiente, la natura e i suoi abitanti.