Shark Awareness Day

Il 14 Luglio è una giornata molto importante per la protezione della biodiversità dei nostri mari: si festeggia il Shark Awareness Day, una giornata dedicata ad acquisire consapevolezza su questi incredibili predatori dei mari. 
Perché se è vero che da un lato gli squali sono sicuramente tra i più grandi e temuti predatori dei mari, è anche vero che siamo più noi a terrorizzare loro che non il contrario.
 Gli squali vivono sulla terra da quasi 400 milioni di anni, sono una delle forme di vita più antiche esistenti. Eppure, il loro numero è drasticamente sceso nell’arco di pochi decenni. Com’è possibile? 
La causa, purtroppo, siamo noi: la pesca indiscriminata ha portato, solo in Europa, ad una riduzione del numero di squali del 20%, e l’Italia ha detenuto, fino a 2005, il triste primato di paese con le maggiori catture di squali nel Mediterraneo. 
Verdesca, Smeriglio, Palombo, Spinarolo e Gattuccio finiscono spesso sulle nostre tavole, e le popolazioni di squali sono diminuite a causa dei lenti tempi di recupero. 
A renderli vulnerabili i loro delicati meccanismi di riproduzione: impiegano diversi anni per raggiungere la maturità sessuale, hanno periodi di gestazione lunghi e producono un numero relativamente basso di piccoli per volta.
 La situazione non cambia nel resto del mondo, per via dei moderni mezzi di pesca su larga scala. 
Dei 100 milioni di squali catturati in tutti i mari, 73 milioni di esemplari finiscono nelle reti solo per la cartilagine delle loro pinne, materia prima per un piatto molto  popolare sul mercato asiatico: la zuppa di pinne di squalo. 
Ricetta di origini antichissime, veniva considerato un cibo riservato alle classi più ricche, anche dato il costo elevato, e oggi continua a venire considerata uno status symbol, utilizzata in cerimonie e pranzi ufficiali.
 Il miglioramento della qualità della vita in Cina e nel sud-est asiatico ha portato all’aumento di richiesta di questa pietanza, ora che il cibo è economicamente più alla portata di tutti.
 Per contrastare la pesca indiscriminata, diversi paesi hanno proibito una pratica di pesca brutale, il “finning”, che consiste nel procurarsi solo la materia prima, la pinna, rigettando lo squalo in mare.
 A combattere questo orrore non sono solo le misure anti “finning”, perché da Singapore arrivano buone notizie: secondo quanto riportato dal WWF, 89 industrie con sede a Singapore smetteranno di lavorare carne di squalo nel 2018, politiche che colpiranno anche i relativi 3800 ristoranti partner.
 Non è finita qui: il gruppo di ristoranti Crystal Jade Culinary Holdings ha garantito la rimozioni di tutti i piatti a base di squalo dal menù dei ristoranti a Singapore entro il 31 luglio 2018; ancora, il Pan Pacific Hotel Group, la cui sede si trova proprio a Singapore, ha smesso di servire carne di squalo in 34 strutture e 7 ristoranti nel mondo dal 1° gennaio 2018. 
Anche la catena di consegne di pasti a domicilio, Foodpanda, ha rimosso la carne di squalo dai menù dei ristoranti affiliati alla piattaforma da quest’anno. 
Le novità provenienti da Singapore, insomma, hanno un peso non indifferente per il movimento a difesa degli squali. 
La sensibilizzazione circa la natura dei danni provocati dalla pesca discapito degli squali sembra aver funzionato, e si evidenziano cambiamenti nelle tendenze di consumo dei più giovani. Grazie all’informazione circa il destino degli squali, sempre più giovani abbandonano i piatti tradizionali scegliendo alternative sostenibili.
 Secondo recenti sondaggi, 8 cittadini su 10 hanno smesso di consumare carne di squalo rispetto all’anno precedente.
 Grazie quindi alla crescente consapevolezza sul tema,
 l’estinzione degli squali può essere scongiurata dall’impegno collettivo. Movimento come il #NoSharkFin (no alle pinne di squalo) sta crescendo in tutto il mondo, specialmente a Singapore. 
Come ribadisce Elaine Tan, amministratore delegato di WWF Singapore, per proteggere gli squali va abbassata la domanda, su mercato, delle loro carni. 
Sembrerebbe che siamo sulla strada giusta, quando si dice davvero una buona notizia.