Il guardiano delle foreste

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Tra le meraviglie che il nostro pianeta ci regala c’è la presenza solitaria e silenziosa dei guardiani delle foreste, ovvero investigatori sotto copertura che fanno parte di Eyes on the Forest (EoF), un gruppo di sorveglianza che si batte contro la deforestazione.

Queste persone non possono essere fotografate né identificate attraverso un nome, perché la loro sicurezza e la loro incolumità dipendono a stretto giro dalla capacità di restare nell’ombra. Se vi state chiedendo perché lo facciano, la risposta è tutta qui: Thirty Hills, una delle ultime grandi zone di foresta pluviale sull'isola indonesiana di Sumatra.

Sin dagli anni '80, l’isola di Sumatra ha visto una drastica e costante riduzione delle sue foreste a un ritmo vertiginoso, per dare spazio, in gran parte, alle piantagioni di olio di palma e di cellulosa. Per questo è così importante verificare la presenza del marchio FSC, che identifica i prodotti provenienti e ricavati dal legno di foreste gestite responsabilmente, come i fazzoletti Regina WWF Collection. Un marchio a garanzia di una corretta gestione forestale, senza danni per l’ambiente e per l’ecosistema da cui il legno proviene.

Eyes on the Forest è stata fondata nel 2004 nella provincia di Riau - l'epicentro della deforestazione - per raccontare al mondo questa drammatica situazione di devastazione.

In poco tempo il gruppo è diventato leggendario. Grazie al loro lavoro investigativo, alle fotografie, alle immagini satellitari e, più recentemente, alle riprese con droni, EoF ha prodotto una serie di rapporti che descrivono come la deforestazione di Sumatra sia una diretta conseguenza della corruzione politica e aziendale.

Le loro indagini hanno contribuito ad arrestare 6 funzionari governativi indonesiani  e a assicurargli il carcere. La denuncia da parte di EoF è stata la chiave contro Asia Pulp & Paper, una delle più grandi compagnie nel mondo cartario, colpevole di aver causato una deforestazione di oltre 2 milioni di ettari, causando un forte danneggiamento dell'habitat naturale della tigre.

Per questo il World Wildlife Fund for nature, conosciuto come WWF, si è attivato in prima linea per la difesa delle tigri, promuovendo iniziative per la sua conservazione nel suo habitat originario. È il caso dell’iniziativa “Tiger Alive Initiative -TX2”, un progetto
con l’ambizioso obiettivo di raddoppiare il numero delle tigri presenti sui territori che ospitano questo maestoso animale entro il 2022.
Entro questa data, il numero delle tigri dovrà raggiungere i 6000 capi allo stato brado nei territori che la ospitano (Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, nepal, Russia, Tailandia e Vietnam).
L’attività di Eof è rivolta anche a rendere concreti ed efficaci gli sforzi di iniziative come questa. Iniziative che partono proprio dal contrastare una delle maggiori cause di perdita di biodiversità: il disboscamento di fitte aree di foresta. Persino Google si è attivato sviluppando un software con una mappa online all'avanguardia in grado di monitorare la deforestazione attraverso una APP.

Eyes on the Forest utilizza immagini satellitari che la NASA fornisce liberamente al pubblico e il WWF-Indonesia aderisce all’iniziativa di esplorazione aerospaziale giapponese per testare le immagini satellitari radar.

Le indagini dell'EoF si sono a lungo concentrate sulla provincia di Riau di Sumatra. Dal 2014, il gruppo ha esteso la propria rete al Borneo in concomitanza alla realizzazione di un consorzio di ONG.  Nel 2016 EoF è stato invitato ad aprire una nuova rete nella provincia di Jambi, a Sumatra, per monitorare la perdita delle foreste vulnerabili di Thirty Hills.

A marzo 2016, con il sostegno di una manciata di impiegati in ufficio, quattro investigatori dell'EoF hanno iniziato a esplorare Thirty Hills sotto mentite spoglie. Hanno rapidamente scoperto una serie di intromissioni nella concessione forestale; la più grande era una piantagione da 3.200 acri. "Ne abbiamo sentito parlare attraverso un informatore locale", afferma Nursamsu, fondatore e coordinatore di EoF. "Sulla base di ciò che abbiamo scoperto, crediamo che un capo villaggio ostile al WWF lo abbia" venduto "a un individuo potente a Giacarta".
Fortunatamente, WWF è schierato in prima linea per sostenere la lotta al bracconaggio, coinvolgendo attori cruciali nella battaglia contro la criminalità organizzata come l’INTERPOL.
Proprio nell’area delle Thirty Hills, ancora nel 2011, veniva festeggiato il reinserimento in natura di decine di oranghi reinseriti nel confinante Parco Nazionale di Bukit Tigapuluh, con l’aiuto della Frankfurt Zoological Society.
Nel 2017, erano 130 gli oranghi presenti nell’area di Thirty Hills. Un traguardo da festeggiare!

Certo, è un lavoro pericoloso. Specialmente per chi, in prima linea, rischia tutto per denunciare lo sfruttamento della Natura Incontaminata. Nel 2007, durante una pattuglia nel parco nazionale di Tesso Nilo di Riau, uno degli investigatori è stato attaccato da una folla inferocita, rapito e tenuto in ostaggio "Ci sono volute sei ore per essere rilasciati." Ma chi lotta per salvare l’ambiente è orgoglioso di farlo, e il coraggio di alcuni dà il buon esempio a tutti noi.