GOODNEWS - Stop in Cina al commercio dell'avorio.


Il  mercato internazionale dell’avorio venne chiuso nel 1989, ma questo non è bastato ad interrompere la tratta che ogni anno causa il massacro di 20mila elefanti, uccisi dai bracconieri per le loro zanne: un altro possente mammifero purtroppo estremamente fragile così come il rinoceronte. Nel 2007, lo stop al bracconaggio ebbe fine: 4 paesi africani (Sudafrica, Namibia, Botswana e Zimbabwe) ottennero dalla Cities, cioè l’organizzazione che regola il mercato mondiale dei prodotti di specie a rischio, la possibilità di vendere alla Cina gli stock accumulati durante i vent’anni della moratoria, il cosiddetto “avorio legale”. Questo permesso purtroppo aprì la strada allo sviluppo di un mercato nero dell’avorio.

Oggi, dieci anni dopo, soffia finalmente un vento di cambiamento e le cose stanno cambiando. Con la fine del 2017, per contrastare la caccia di elefanti, la vendita e la trasformazione di avorio sono state vietate dalla legge in Cina.

Si tratta di una decisione storica, che chiude il più grande mercato di avorio del mondo e che potrebbe dare al bracconaggio un colpo decisivo; si stima infatti che fino al 70% dell’avorio di contrabbando finisca in Cina, per essere lavorato e trasformato in manufatti rivenduti in tutto il mondo. E gli impiegati nel settore? Ebbene, in una nota pubblicata dal Consiglio di Stato cinese, il Ministero della Cultura si impegna ad aiutare questi lavoratori a trovare nuovi posti di lavoro.
L’annuncio della Cina ha riscosso reazioni entusiastiche tra le associazioni ambientaliste. Una decisione cui è approdata dopo anni di crescente pressione, nazionale ed internazionale, da parte dei sostenitori della fauna selvatica, tra cui anche il WWF Italia che fin dal 1986 ha dato vita all'Ufficio Italiano del TRAFFIC Europe, un network internazionale che ha il compito, in accordo con i princìpi delle Strategie Mondiali di Conservazione, di effettuare il monitoraggio del commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatica e di studiare, allo stesso tempo, le forme di utilizzazione sostenibile per garantire un corretto utilizzo di queste specie selvatiche. La sede italiana costituisce la principale fonte italiana di dati sul commercio internazionale di specie selvatiche a disposizione delle amministrazioni statali, del settore industriale e delle organizzazioni non governative.

 
Citando le parole di Douglas Hamilton, fondatore nel 2003 di Save the Elephants emerge come la Cina, dopo essere stata per anni il problema principale del bracconaggio di elefanti, potrebbe diventarne la principale soluzione.
Un concetto ribadito anche da Ilaria Pratesi, direttrice del programma di conservazione del WWF Italia, che evidenzia come la legittimazione di un commercio legale di avorio (avorio di antiquariato o proveniente da elefanti abbattuti “legalmente”) abbia sempre garantito una copertura al mercato nero. Bandire il commercio delle zanne in qualunque modo e forma è l’unica soluzione possibile per proteggere la specie.

Nonostante lo Stop al commercio legale sia quindi un passo fondamentale per ridurre il bracconaggio, non può bastare da solo a fermare un commercio radicato da anni. È per questo che TRAFFIC ha aumentato i controlli e la vigilanza che riguardano il commercio di specie a rischio, potenziando le indagini che riguardano le rotte dei traffici clandestini.

Ciò che viene richiesto al governo Cinese è di operare a favore della tutela degli elefanti anche sensibilizzando l’opinione pubblica, lavorando al fianco di governi, organizzazioni, enti locali e privati per mettere la parola fine al triste capitolo del commercio dell’avorio.

Anche per questo, Regina (Gruppo Sofidel) ha scelto di sostenere il WWF con i Fazzoletti Regina WWF Collection: una bella opportunità che, insieme alle DONAZIONI, ti permette di essere più vicino al nostro magnifico Pianeta, agli ecosistemi e alle specie in pericolo.