Giornata mondiale delle Zone Umide

Il 2 febbraio si è celebrata la Giornata Mondiale delle Zone Umide, in occasione dell’anniversario dell’adozione della Convenzione sulle Zone Umide di importanza mondiale, firmata il 2 febbraio 1971 a Ramsar, in Iran.
Istituita dal 1997, la Giornata Mondiale delle Zone Umide ha avuto lo scopo di aumentare la consapevolezza sul valore delle zone umide del nostro pianeta, e la manifestazione e il sentimento nei confronti di questa giornata sono cresciuti nel corso degli anni. Ogni anno, organizzazioni non governative e gruppi di cittadini organizzano eventi per diffondere informazione e consapevolezza riguardo non solo alle zone umide, i polmoni verdi del nostro pianeta, ma anche relativamente alla Convenzione di Ramsar. Tra lezioni, seminari, passeggiate nella natura, concorsi artistici, gare, interviste e letture, l’obiettivo è uno: accrescere la consapevolezza.
La Convenzione di Ramsar è stato il primo vero trattato intergovernativo con un obiettivo globale, rivolto alla conservazione e alla gestione degli ecosistemi naturali. Nacque inizialmente in seguito all’esigenza di invertire il processo di distruzione delle zone umide in quanto ambienti fondamentali per la vita degli uccelli acquatici, specialmente nei periodi migratori. Gli uccelli infatti seguendo le rotte migratorie hanno bisogno di raggiungere i diversi luoghi di sosta, di nidificazione e di svernamento mentre attraversano Stati e Continenti.
Con il passare del tempo e l’aumentare dei trattati internazionali per la conservazione della natura, la Convenzione ha toccato altri temi allargando i suoi obiettivi per ogni aspetto riguardante la conservazione di questi ecosistemi.
Le zone umide rappresentano una fondamentale risorsa: laghi, fiumi e lagune ci difendono dall’inquinamento, mitigano il dissesto idrologico e gli effetti dei cambiamenti climatici.
Viste in passato soprattutto come ostacolo all’uso agricolo del terreno, oggi è opinione comune che la realtà dell’agricoltura possa integrarsi perfettamente con la conservazione di stagni, torbiere, bacini naturali e artificiali, aree marittime, paludi…
La sedicesima Giornata Mondiale, oltre che un modo per conoscere e avvicinarsi a un ecosistema ad alto grado di biodiversità (basti pensare alle numerosissime specie di uccelli avvistabili in queste zone), è stato anche un modo per celebrare i progressi fatti e i risultati raggiunti.
Il WWF, grazie al sistema delle Oasi WWF, gestisce circa 50 aree, 10 delle quali sono zone umide d’importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.
Per celebrare la Giornata Mondiale delle Zone Umide, o World Wetlands Day, molte Oasi WWF organizzano aperture gratuite, escursioni e gite con le scuole e iniziative a supporto della scoperta di questi ambienti e dei loro abitanti.
Eccone alcune:
- L’Oasi WWF della laguna di Orbetello (dove è possibile avvistare il Cavaliere d’Italia), l’Oasi WWF del lago di Burano e l’Oasi WWF Padule Orti Bottagone, in Toscana.
- L’Oasi WWF di Valle Averto, in Veneto, che comprende canneti, boschi igrofili e canali.
- L’Oasi WWF Le Cesine, in Puglia, zona di bosco misto e macchia mediterranea, dove le dune si alternano ad aree palustri.
- L’Oasi WWF di Persano, in Campania, conosciuta anche come oasi della Lontra, uno dei mammiferi più rari in Italia.
- L’Oasi WWF Lago di Alviano, in Umbria.