Giornata Mondiale della Tartaruga Marina

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Le tartarughe marine popolano i nostri oceani da più di 100 milioni di anni. Sono navigatrici provette, capaci di nuotare centinaia di migliaia di chilometri tra i luoghi di riproduzione e di alimentazione.

Un tragitto durante il quale affrontano diverse minacce e pericoli, una su tutte: l’inquinamento da plastica. Sei delle sette specie esistenti di tartaruga marina sono in via d’estinzione. Si stima che da circa 1 uovo su 1000 nasca una tartaruga marina in grado si sopravvivere fino all’età adulta. Una proporzione destinata a diventare ancora più sfavorevole, considerando che circa una tartaruga su due ingerisce plastica. Che sia attraverso le microplastiche, o perché i sacchetti di plastica dispersi nell’oceano vengono scambiati per cibo come le meduse, uno dei cibi preferiti delle tartarughe.

L’areale della tartaruga marina, in realtà, è molto esteso: sono presenti negli oceani di tutto il mondo, ad eccezione dei freddi mari polari. Una volta adulti, gli esemplari maschi non lasciano mai il mare, solo le femmine si spingono fin sulle spiagge per deporre le uova in una buca nel terreno, nello stesso luogo in cui loro stesse sono nate.
La straordinaria abilità delle tartarughe nell’orientarsi in mare aperto è data dall’elevata sensibilità ai campi magnetici terrestri, ma sono molti i misteri che questi animali ci riserbano. I primi anni della vita delle tartarughe sono note ai ricercatori come “gli anni persi”. Infatti il lasso temporale che va dal momento della schiusa al momento in cui le femmine saranno mature e pronte a tornare nei luoghi di riproduzione è molto difficile da studiare. Il periodo che un adulto trascorre in mare, che può raggiungere i 20 anni, rimane un mistero per l’uomo. Quello che sappiamo, però, è che le tartarughe marine stanno sparendo.

Noi abbiamo un ruolo chiave nel combattere l’inquinamento da plastica che sta soffocando i nostri oceani. E anche per far sì che nessuna tartaruga marina risenta più dell’attività dell’uomo.
Ecco perché in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine, il 16 giugno, che il WWF celebra con la Campagna #GenerAzione mare, è importante diffondere consapevolezza. La Goodnews è che c’è chi,  stanco di vedere il nostro pianeta e i suoi abitanti soffocare e soccombere, ha deciso di intervenire.

Per questo vengono organizzati “open day” nei centri di recupero di GenerAzione mare, e per questo si parla di Ted, Turtle Excluder Devices. Un sistema semplice e già disponibile capace di ridurre del 97% le catture accidentali di tartarughe nelle reti da pesca. Sono infatti decine di migliaia le tartarughe marine che nel mondo finiscono nelle reti a strascico usate per la pesca ai gamberi.
Ed ecco perché WWF chiede all’Unione Europea di applicare al più presto le restrizioni alle importazioni che provengono da paesi che non implementano il Ted nella pesca a strascico.
Da anni, l’Italia è schierata in prima linea nella difesa delle tartarughe marine e rappresenta l’eccellenza della ricerca scientifica applicata. Non a caso, i siti di deposizione della Caretta caretta sono in aumento costante, e i centri di recupero soccorrono e salvano la vita a centinaia di tartarughe ogni anno.

Per il ruolo che questi animali svolgono nell’ecosistema marino, per la protezione della biodiversità, ogni azione conta. Per proteggere il pianeta e ripulirlo dalla plastica, per salvaguardare la tartaruga marina, ogni azione conta. Che vi impegniate in una #TrashChallenge, che aderiate al programma di volontariato di GenerAzione mare, consultabile sul sito di wwf.it, ogni azione conta.