La marcia dei Caribu’

Le migrazioni sono spostamenti da un territorio ad un altro, compiuti dagli animali per diversi motivi. Questi viaggi seguono un tracciato preciso e vengono compiuti in modo regolare, annualmente o stagionalmente.

L'istinto dice agli animali quando è il momento di mettersi in marcia, per cause legate alla riproduzione e alla conseguente ricerca di un luogo adatto a crescere la prole, oppure alla ricerca di cibo se le condizioni ambientali in un dato periodo rendono difficile la sopravvivenza della specie.

La sterna codalunga, un uccello di medie dimensioni dal tipico colore rosso su becco e zampe, ogni anno migra dall'Artico all'Antartico e viceversa, con una delle migrazioni più lunghe del mondo. Senza andare così lontano, basti pensare alle nostre rondinelle, che compaiono in primavera e scompaiono in autunno alla ricerca di zone più temperate rispetto all’Italia. Anche gli insetti migrano e così i pesci o le testuggini: salmoni, tartarughe e balene compiono ogni anno centinaia di chilometri attraverso mari e oceani.

Sulla terraferma, uno degli eventi più spettacolari è la migrazione dei Caribù, che ogni anno a migliaia percorrono fino a 25000 chilometri attraverso la tundra, per gli sconfinati spazi tra Canada e Alaska. Durante il periodo estivo i grandi branchi si spostano al nord, addentrandosi nella foresta boreale per trovare nuovi pascoli e sfuggire al caldo estivo. Al termine dell'estate si preparano a tornare indietro seguendo il cammino già percorso, con una media di 50 chilometri al giorno.

Il caribù appartiene alla famiglia dei cervidi e viene così denominato nelle regioni del Nordamerica, altrove, invece, è anche noto come renna (Rangifer tarandus).

Una volta era diffuso in Scandinavia, in Europa settentrionale, in Russia, Mongolia, Cina settentrionale e Nordamerica. Oggi questi grandi quadrupedi sono scomparsi da molti di questi luoghi, ma popolazioni selvatiche sono ancora presenti in Norvegia, Finlandia, Siberia, Groenlandia, Alaska e Canada. Animali bellissimi e purtroppo estremamente in difficoltà, i Caribù variano considerevolmente per colore e dimensione e sia maschi che femmine hanno le corna, chiamate palchi, in molte altre specie di cervidi invece le femmine ne sono prive.

Le femmine arrivano a un peso di circa 120 chilogrammi mentre i maschi ne pesano solitamente 200, anche se certi esemplari particolarmente grandi sono arrivati addirittura ai 300!

Per prepararsi alla migrazione i Caribù devono immagazzinare grandi quantità di cibo mangiando molto più del solito nelle settimane precedenti alla partenza. Durante l'estate si cibano di erba e piante della tundra, mentre d'inverno vanno in cerca di muschi e licheni.

Durante la migrazione, le femmine partono qualche settimana prima dei maschi, per portare con sé i cuccioli nati l'anno prima. Partoriscono in media un cucciolo all'anno, che già dalle prime ore di vita è in grado di reggersi in piedi e di seguire la madre.

 

Durante la migrazione, l'unico obiettivo di questi quadrupedi è muoversi. L'istinto dice loro che potranno mangiare più tardi, riposare più tardi. Il viaggio è l'unica cosa che conta, e non sarà un'impresa semplice.

Se i loro grandi zoccoli rappresentano una risorsa preziosa, adatta a percorre chilometri di terreno aspro e ghiacciato, e permettendogli di muoversi agilmente anche in acqua e di arrampicarsi sulle rocce, il viaggio sarà comunque faticoso e pericoloso. Il loro manto scuro, con due strati di pelo e sottopelo lanoso, li proteggerà dalle rigide temperature. Eppure non basterà a fermare il morso dei lupi, che li seguono durante la migrazione, per predare gli individui più deboli, cuccioli o anziani.

Forte e tenace, questo splendido animale è tradizionalmente un simbolo associato alle fredde terre del nord, che ogni anno sono il terreno di uno spettacolo che esprime perfettamente la complessità e la grandiosità della natura.

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