Fiumi laghi e paludi da preservare

A proposito di biodiversità, forse non tutti sanno che il nostro paese è uno dei più ricchi, in particolare per quanto riguarda le forme endemiche sia animali che vegetali. Le motivazioni di questa ricchezza sono da far risalire alla notte dei tempi, o addittura ancora prima, durante le glaciazioni pleistoceniche, quando l’Italia restò una delle poche terre libere dai ghiacci, permettendo la sopravvivenza di molte specie. Inoltre, il diverso clima tra nord e sud che va dalla rigidità delle cime alpine alla Pianura Padana e fino alle coste mediterranee, ha assicurato una grandissima varietà di ambienti.

Con la siccità dell’estate appena trascorsa, ci siamo ritrovati a dover affrontare forse per la prima volta, il problema terribile e devastante della secca di laghi e fiumi, ambienti poco conosciuti e spesso mal tutelati, che rappresentano invece una risorsa inestimabile per la loro straordinaria ricchezza. Eccessivo sfruttamento e maldrestro inquinamento stanno minacciando fortemente queste incredibili sedi della biodiversità, così preziose e così delicate, ambienti che insieme alle cosiddette “zone umide” andrebbero invece salvaguardate e valorizzate. Le zone umide d’importanza internazionale riconosciute nel nostro Paese e inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar sono ad oggi 52, distribuite in 15 Regioni, per un totale di 58.356 ettari: si tratta di aree estremamente importanti la cui perdita andrebbe a riflettersi non solo sui valori ecologici ed il funzionamento degli ecosistemi, ma anche sulle attività umane da essi dipendenti (pesca, uso dell‘acqua potabile, irrigazione, regolazione delle piene). La fauna e la vegetazione acquatiche sono più forse ancor più minacciate rispetto a quelle terrestri: sviluppo urbano, agricoltura intensiva, inquinamento, modificazioni del regime idrogeologico, introduzione di specie invasive e cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio rettili, uccelli e mammiferi.

Le zone umide inoltre rivestono un‘importanza strategica per l’adattamento e la mitigazione ai cambiamenti climatici ed è quindi indispensabile garantire una diffusa ed efficace azione di tutela, risanamento e corretta gestione delle acque, sviluppando azioni di recupero della funzionalità ecologica dei sistemi fluviali e delle zone umide stesse, che permettano anche di stoccare riserve in modo coerente al mantenimento di questi equilibri. Uno degli animali simbolo delle acque dolci è la lontra (Lutra lutra), da molti anni sotto la lente d’ingradimento del WWF Italia e purtroppo tra le specie a rischio d’estinzione. Mammifero della famiglia dei mustelidi, la lontra vive lungo i corsi d’acqua più “sani” e ricchi di pesce, di cui è ghiotta. Presenta un corpo snello, una robusta coda e zampette palmate. Abile nuotatore, è anche molto agile sulla terraferma. Una curiosità: la macchietta bianca che spicca evidente su un folto manto di pelo marrone è diversa per ciascun esemplare. In Italia, le regioni in cui è più diffusa sono Campania e Basilicata, con una popolazione di circa 260 individui. Oltre all’inquinamento del suo habitat d’elezione e alla conseguente riduzione delle scorte di pesci disponibili, questa specie si è drasticamente ridotta anche per il bracconaggio intensivo a causa del valore commerciale della sua pelliccia. Inoltre era considerata una minaccia per le risorse ittiche legate alla pesca.

L’impegno del WWF per la salvaguardia delle lontre si è posto fin dai primi anni '80, con l'organizzazione di un Gruppo Lontra nato su stimolo dell’associazione italiana. Dopo un primo censimento, le attività si sono concentrate in alcuni bacini e si è attivato un programma di riproduzione in cattività. Non solo. Grazie alle Oasi WWF, alcune famiglie di lontre hanno trovato una nuova casa sicura: ne è un esempio quella situata in provincia di Salerno, a Persano, dove ci sono ampie possibilità di avvistare questo mustelide, anche di giorno. E se anche tu vuoi dare una mano al WWF Italia nella protezione degli ecosistemi delle acque, contrastando il degrado e la perdita di biodiversità e, laddove possibile, promuoverne il ripristino di laghi e fiumi fai un #gestodamoreperlanatura, acquistando i fazzoletti Regina WWF Collection, un progetto nato dalla collaborazione tra Regina (Gruppo Sofidel) e WWF Italia.