Con gli Stambecchi nello Stelvio

Le vallate e le cime alpine sono i vasti panorami in cui cervi, stambecchi, camosci e caprioli trovano un rifugio protetto, una cornice fatta di fitti boschi di aghifoglie, di torrenti limpidi e del bianco delle nevi perenni. Perfettamente adattato alla vita ad alta quota, lo Stambecco appartiene alla famiglia dei Bovidi. Le differenze tra maschi e femmine sono evidenti: il maschio è dotato di grandi corna permanenti, con una base del diametro di 20-25 centimetri. Negli adulti possono superare il metro di lunghezza! Le femmine sono più piccole, con un'altezza di circa 70 centimetri al garrese contro i 90 centimetri dei maschi. Hanno le corna, ma più piccole e sottili.
Gli stambecchi sono famosi per l'impressionante capacità di arrampicarsi su ripidissimi pendii, con inclinazioni vicine ai 90 gradi. Questa agilità è data dalle muscolose zampe posteriori e dalla particolare conformazione degli zoccoli: larghi, elastici e dotati di un cuscinetto adiposo, ideale per far presa sul terreno come una tenaglia.
Meno spiccata è l'attitudine a spostarsi sul ghiaccio e sulla neve. I grandi ghiacciai sono vere e proprie barriere per questi animali, e lo stambecco colonizza nuovi territori lentamente rispetto ad altri ungulati selvatici come ad esempio i camosci.

Vero protagonista delle rocce, lo Stambecco rimane a quote elevate sia in inverno che d'estate, quando si spinge fino a 3000 metri di altitudine. Dominare il territorio dalla sommità di una vetta è, da un lato, un modo per sfuggire al caldo estivo e, dall'altro, una potente difesa contro i predatori. Anche se per pascolare talvolta scende sulle praterie alpine, trova rifugio nelle vicinanze di pareti rocciose, anfratti e canali per riposare. In inverno, è possibile avvistarli dai 1600 metri di altitudine poiché prediligono i versanti esposti a sud, dove la neve si scioglie prima permettendogli di cibarsi di erba secca, e a quote più basse.
Alla fine del XIX secolo lo Stambecco ha rischiato l'estinzione e si è salvato solo popolando le valli che oggi compongono il Parco nazionale Gran Paradiso, di cui è il simbolo. Dopo un intensivo programma di ripopolamento, la popolazione si è stabilizzata anche nel Parco nazionale dello Stelvio, una delle realtà più antiche d’Italia, istituita nel 1935 allo scopo di proteggere la flora, la fauna e le bellezze del paesaggio nelle vallate alpine di Lombardia e Trentino. Con una dimensione di oltre 130.000 ettari, lo Stelvio vanta tre quarti del suo territorio al di sopra dei 2000 metri con un picco di 3.905 m sulla cima dell’Ortles. L’ambiente dello Stelvio comprende tipiche vallate modellate dall’azione dei ghiacci e delle acque che discendono dal possente massiccio montuoso dell’Ortles-Cevedale e dalle creste maestose. Il tutto è arricchito da rigogliose foreste, praterie verdi e lussureggianti e torrenti che sgorgano dai ghiacciai perenni. Il parco è “abitato” dalla caratteristica fauna alpina, che conta solo tra i vertebrati oltre 260 specie. L’area protetta racchiude 23 comuni più o meno grandi e diverse vallate tra cui la pittoresca e tranquilla Val Zebrù, un piccolo gioiello dell’Alta Valtellina percorsa da pochissimi veicoli autorizzati.

Oltre allo Stambecco, presente in tutte le valli dell'area protetta e distribuito in modo continuo in Valle Soana e nella bassa Valle Orco (in Piemonte) ed in Valle d'Aosta, lo Stelvio è anche casa di un Lupo. Ebbene sì, il 25 settembre scorso il personale del Corpo Forestale Trentino e del Parco Nazionale dello Stelvio ha avvistato, grazie alle fototrappole posizionate sul territorio dell'area protetta, un Lupo, la cui presenza era già stata documentata in tarda primavera.

Le aree protette sono ambienti ricchi di biodiversità, luoghi da salvaguardare nella loro fragilità e proprio per questo da molti anni il WWF attiva progetti che non solo mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di proteggere la Natura, ma lavorano anche sul territorio con attività di osservazione e analisi. Da un paio di anni, è attivo l’Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio, istituito da 10 tra le maggiori associazioni italiane di protezione ambientale (CAI, CTS, FAI, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, LIPU,  Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF) per monitorare proprio la gestione del parco.  Anche per questo Regina ha scelto di sostenere il WWF con i Fazzoletti Regina WWF Collection.