Amicizie bestiali

Nel mese di luglio, il 30, si celebra la Giornata Mondiale dell’Amicizia, istituita dalle nazioni unite nel 2011. E nel mondo animale, esiste l’amicizia? In un certo modo sì. Ad esempio, in gruppi numerosi di membri della stessa specie si creano dinamiche sociali complesse, così che alcuni individui si “trovano” con altri e si scambiano coccole, condividono il cibo, si fanno favori.
Il grooming, o toelettatura, prende il posto di quello che noi riempiamo con la parola, e serve a consolidare legami e relazioni.
 Ma che dire dell’amicizia tra specie diverse?
In realtà più che di amicizia “inter specie”, per evitare antropomorfizzazioni (cioè senza attribuire inutilmente qualità proprie dell’uomo agli animali) è corretto parlare di relazioni simbiotiche. Ci sono alcune specie che si sono evolute sviluppando un rapporto di co-dipendenza: io ho bisogno di qualcosa da te, e tu in cambio ottieni qualcosa da me. 

È il caso, ad esempio, dei pesci pagliaccio e delle anemoni, urticanti per tutti i pesci tranne che per loro, a cui quindi offrono protezione. Cosa ottengono in cambio gli anemoni? I pesci pagliaccio ripuliscono scrupolosamente l’anemone da parassiti e da piccole alghe. Lo stesso accade con i pesci spazzini, che vivono tra le fauci di pesci più grossi e si nutrono dei brandelli di cibo, in cambio di un dettagliato lavoro di igiene orale. 
Ancora, alcuni tipi di uccelli nella savana trovano riposo sul dorso dei grandi erbivori e intanto si nutrono dei nugoli di insetti che li circondano, offrendo un po’ di sollievo e trovando a loro volta riparo. 
Si può parlare di collaborazine, in questo caso, ma non di amicizia. 
Eppure capita che gli animali stringano delle amicizie tra singoli individui, ai limiti dell’inverosimile. In natura è quasi impossibile, infatti gli animali stringono amicizia in cattività, a causa delle alterazioni diabitudini di vita.
Vediamo alcune storie di amici impossibili: alla Riserva Naturale “Arca di Noè”, in Georgia, c’è un trio di amici fuori dal comune: una tigre, un orso e un leone, la cui convivenza in tenera età li ha resi inseparabili. Lo stesso è accaduto al myrtle beach Safari, rifugio nella Califronia del sud. Qui, un labrador femmina ed un’elefantessa sono diventate inseparabili, fanno lunghi bagni insieme, e sono felici insieme. 
E come non citare a questo punto lo scienziato premio Nobel nel 1972 Konrad Lorenz e a sua teoria fondamentale: fu il primo ad elaborare la teoria dell’”imprinting”, dopo diverse estati passate ad osservare le sue anatre ed oche. 
L’imprinting è una forma di apprendimento precoce, riscontabile nei neonati di uccelli e mammiferi, ed è il vero meccanismo alla base dell'"amicizia bestiale". 
Si tratta di un periodo sensibile in cui il piccolo riconosce come madre o come membro della sua cerchia di affetti l’oggetto o la creatura con cui trascorre in tenera età un periodo di tempo detto “periodo sensibile”. I legami stabiliti in questo periodo sono destinati a durare tutta la vita.
Si può o non si può parlare di amicizia in senso convenzionale, se probabilmente in natura gli stessi esemplari non interagirebbero? In fondo capita anche a noi di conoscere inseparabili amici in circostanze casuali, e magari ci eravamo anche sbagliati sulla prima impressione resta incredibile come  la vita nella natura incontaminata sia, a volte, così simile alla nostra!