Le bacche del sapone

Hai mai sentito parlare di un frutto che non sazia ma… pulisce?! Si chiama bacca del sapone, e proviene dal cosiddetto albero del sapone, nome scientifico “Sapindus mukorossi” che non a caso significa sapone. Questa pianta appartiene alla famiglia delle Sapindacee, che annovera molte piante tropicali molte delle quali fruttificano con drupe, dette noci. L’albero del sapone è un albero alto fino a 10 metri, con un’ampia chioma che può superare i 5 metri di diametro. A luglio la pianta butta fuori i frutti, che giungeranno a maturazione intorno a novembre, dicembre. l’origine della pianta del sapone è contesa tra India e Cina, considerando che questo albero speciale cresce in entrambe i territori da più di 5000 anni; da quando, cioè, si perdono le tracce e le testimonianze della sua storia.

Fin da tempi antichissimi l’uomo ha infatti imparato ad utilizzare i frutti dell’albero del sapone per detergersi e per pulire gli indumenti, un fenomeno reso possibile dall’ elevata concentrazione di saponina nelle noci prodotte da questa pianta.
Le noci sono efficaci per pulire, allontanare i parassiti, le malattie della pelle e persino per rafforzare e migliorare la salute dei capelli e del cuoio capelluto
Non a caso, le bacche del sapone sono ampiamente utilizzate nella medicina Ayurvedica, un’antica pratica di medicina indiana basata sulla profonda conoscenza del corpo e che considera la salute come uno stato di equilibrio perfetto.

Nella natura intorno a noi, prima che la pianta possa produrre i suoi frutti è necessario che diventi adulta, e questo accade all’incirca dopo 8-9 anni dalla germinazione. I frutti dell’albero del sapone hanno l’aspetto di una bacca scura e non profumano. La raccolta è piuttosto complessa: una volta raccolti vanno fatti seccare, e la parte più esterna separata dal seme. È infatti il rivestimento del seme a contenere maggiori quantità di saponina!

A questo punto ti starai chiedendo se le bacche del sapone puliscono davvero: la risosta è sì e no. Tendenzialmente dipende dal tipo di sporco. In presenza di macchie significative è meglio ricorrere a metodi tradizionali, scegliendo sempre un detersivo ecosostenibile. Se invece l’obiettivo è di dare una rinfrescata ai capi allora le bacche del sapone sono perfette. Basterà mettere qualche frutto essiccato contenuto in un sacchettino di cotone ( va bene anche un calzino, in alternativa, ma di cotone!) nel cestello della lavatrice e procedere con l’abituale metodo di lavaggio. I tuoi capi usciranno dalla lavatrice morbidissimi, come se avessi utilizzato la migliore ammorbidente in circolazione. Per un risultato ottimale, mantieni l’acqua ad una temperatura tra i 30 e 60 gradi. Le noci del sapone non profumano, ma per ottenere una profumazione sui capi basterà aggiungere qualche goccia del tuo olio essenziale preferito direttamente sulle noci, prima di avviare la lavatrice.

Il mondo vegetale nella natura intorno a noi è davvero meraviglioso, e offre soluzioni a diversi problemi, igienici o di salute, che costituiscono un sistema di conoscenze e tradizioni che nella società di oggi rischiano di venire dimenticate, almeno nel mondo occidentale. L’attenzione per la natura e per il mondo delle piante non è comune in ogni paese, e l’attaccamento alle piante autoctone da noi è stato sostituito da applicazioni, centri commerciali, prodotti all’avanguardia che hanno poca attenzione per l’ambiente.

Senza demonizzare strumenti (detergenti per il corpo e per la casa) che sono invece indispensabili, è comunque opportuno ricordare che esistono dei metodi naturali che sì, sono distanti dalle nostre abitudini, ma hanno benefici e risultati positivi immediati soprattutto per l’ambiente, e che in considerazione di questo andrebbero almeno sperimentati. Ingredienti fondamentali di questo processo sono, oltre alle bacche del sapone e alle erbe e le piante officinali, anche tanta pazienza, costanza e amore per la natura.