Gli alberi che “fanno l’acqua”.

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Non ci stanchiamo mai di parlare della Foresta Amazzonica. Del resto grazie alle sue dimensioni (è la più grande foresta pluviale del mondo) rappresenta un ecosistema ricchissimo e variegato che accoglie tra le sue fronde una gran quantità di animali e piante diversi. In questo regno della biodiversità, che si affaccia su Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Repubblica del Suriname e Venezuela, che proprio per le dimensioni è considerato il “polmone verde del mondo” (il 20% dell’ossigeno necessario al mantenimento della vita sulla terra “esce” da queste fronde), si contano milioni di specie di insetti, migliaia di pesci ed uccelli, centinaia di varietà di anfibi e rettili e più di 60.000 specie di piante.

Tra i più incredibili, citiamo i cosiddetti “alberi giganti”, come l’albero del kapok, i cui rami possono estendersi, in senso orizzontale, per 30-40 metri e possono superare anche i 60 metri di altezza. Un po’ più in basso c’è la “volta”, il “canopy” con alberi alti fino a 40 metri che offre sostegno anche ai rampicanti. Al di sotto della volta, troviamo uno strato di alberi bassi, sia giovani che cresceranno, sia alberi che arrivano al massimo a 30 metri. Ancora più in basso c’è il cosiddetto “sottobosco”.

Questo ecosistema verde è così perfetto da arrivare addirittura a generare un livello di umidità tale da produrre delle precipitazioni. Si tratta di un fenomeno che da anni affascinava i ricercatori e che solo negli ultimi mesi è stato ufficializzato. Secondo un’indagine pubblicata su PNAS, grazie ai dati raccolti dai satelliti, l’aumento dell’umidità sulla foresta pluviale coincide con un crescente “inverdimento” della foresta stessa: un fenomeno che secondo gli studiosi dipende dalla concentrazione di umidità presente, frutto del vapore acqueo rilasciato dalle piante durante la fotosintesi. Ne consegue che la fitta coltre di nuvole basse che ricoprono l'Amazzonia, con notevole anticipo rispetto alla stagione delle piogge, è generata dall'umidità prodotta dalla grande massa di piante.

Per preservare la foresta pluviale è necessario ogni giorno fare #ungestodamoreperlanatura e prenderci cura della natura intorno a noi…perché siamo tutti legati anche se non ci facciamo caso!