Celebriamo l'Iris Day!

Se aprile fa i fiori, maggio ne ha deciasmete gli onori. Maggio è infatti il mese dove la primavera matura, sboccia e si manifesta con tanto amore per la natura.
L’ antico nome latino Maius, deriverebbe dalla dea romana Maia, dea della terra, dell’abbondanza e della fertilità. Forse è anche per questo che maggio è tradizionalmente associato alle rose, fiore convenzionalmente eletto a messaggio d’amore.
Sboccia l’amore e sbocciano le rose, che saranno anche le regine dell’amore, ma nel mese che precede l’arrivo dell’estate si contendono il primato con un altro fiore profumato e delicato: l’Iris!
L’8 maggio si festeggia negli Stati Uniti l’Iris Day, la Giornata dell’Iris. La lucentezza dei fiori iridescenti, l’energia e il mistero dei petali violetti, lo rendono uno spettacolo per gli occhi degli amanti della natura intorno a noi. Il nome di questo magnifico fiore deriva dalla parola greca “iris”, che significa arcobaleno. Il genere Iris comprende circa duecento specie di piante della famiglia delle Iridacee, il cui fiore è conosciuto comunemente come Giaggiolo. In floricoltura, i giaggioli vengono suddivisi in due gruppi: Iris bulbosi e Iris rizomatosi.

Le varietà rizomatose hanno corolle il cui colore varia dal bianco al giallo chiaro, dall’arancio al violetto, in un turbinio cromatico che rende chiaro come mai questo splendido fiore sia diventano simbolo del mese di Maggio, soprattutto perché è in questo periodo che ne comincia la fioritura, tra maggio e Luglio. La coltivazione di Iris rizomatosi si presta a diversi utilizzi: possono essere utilizzati come piante ornamentali, in giardini e terrazzi; le virtù aromatiche di alcune varianti (iris pallida, iris germanica e iris florentina) vengono sfruttate in cosmetica e profumeria; infine, le radice di alcune specie di iris rizomatosi vengono sfruttate per le proprietà officinali. Insomma, i benefici di questa piante non riguardano solo il profumo dolce, simile a quello della violetta, e lo spettacolo di colori che si offre alla vista!  Il mondo dell’omeopatia riserva all’Iris un posto d’onore, suggerendo i diversi modi in cui trovare benessere dalle piante e dai fiori che ci circondano. La radice di Iris viene usata fin dai tempi dei nativi americani per curare problemi digestivi, ferite o dolori articolari, e all’occorrenza anche per alleviare i sintomi di malattie stagionali come il raffreddore.
Oggi, l’olio essenziale di Giaggiolo, fonte di zuccheri e amidi, lo rende un ottimo alleato naturale in caso di gastrite, emicrania, depressione ed irritabilità. Da sempre l’Iris è una pianta ricca di storia e simbolismi, perché da sempre è stata apprezzata in diverse civiltà.
I greci la associavano a Iride, la messaggera degli Dei, ancella di Era. Le mura del tempio di Amon, in Egitto, recano affreschi raffiguranti iris. Clodoveo I, sovrano della dinastia dei Merovingi, lo scelse come stemma. Anche in campo artistico spesso l’iris bianco ha preso il poto del giglio nelle pitture a carattere religioso, diventando simbolo di purezza divina.
Dal passato ai giorni nostri, l’iris ha affondato le sue radici nella tradizione, e ad oggi continua ad essere un fiore ampiamente coltivato anche qui nel belpaese, specialmente nelle province di Verona e Firenze. Coltivare il Giaggiolo non è difficile, e nonostante ci siano specie più sensibili al clima rigido, non ha troppe pretese: necessita una posizione ombreggiata e ben areata, e possibilmente in terreni argillosi-calcarei e freschi. La cosa più importante è rispettare le fioriture: la spaziatura tra due piante deve essere di almeno 20 centimetri, perché non si diano fastidio. Un’ultima accortezza: se decidete di piantarlo in giardino, abbiate cura di recintare la pianta o di assicurarvi che non ci siano animali come gli Istrici nelle vicinanze, perché nella natura intorno a noi c’è chi va ghiotto dei bulbi di questa pianta dalle mille virtù.