Alnwick Poison Garden

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Un giardino uscito direttamente da una storia di magia: è questo l’effetto che l’ “Alnwick Poison Garden”, conosciuto anche come “Il giardino più velenoso del mondo”, fa ai visitatori che, ogni anno accorrono numerosi (oltre 600000 l’anno) a varcare i suoi cancelli. Il cartello all’ingresso non lascia dubbi e recita “queste piante uccidono”, un monito a ricordare che la natura nasconde segreti e insidie che non lasciano scampo… ma che sono state raccolte ed etichettate in un incantevole parco nella città di Alnwick, nell’Inghilterra del Nord. Il giardino velenoso di Alnwick fa parte di un complesso che comprende l’omonimo castello, (secondo castello abitato più grande del Paese) e che, proprio come il giardino, riporta ad atmosfere ben meno comuni della realtà quotidiana. “Scuola di magia e Stregoneria di Hogwarts” vi dice qualcosa? Allora capite che non stiamo esagerando, quando parliamo del contesto evocativo in cui è immerso il complesso, perché fu scelto come set delle riprese della saga cinematografica di Harry Potter, il maghetto nato dal genio della scrittrice britannica J.K. Rowling. Alcune parti del castello sono davvero antiche, costruite ad opera del barone di Alnwick nel lontano, anzi lontanissimo, 1096. Ci sono moltissime ragioni per visitare questo concentrato di storia, ma è il giardino velenoso a suscitare un grandissimo interesse verso moltissimi curiosi che, con cautela, sbirciano al di là dei suoi cancelli con impazienza prima che inizi l’orario delle visite. Una cautela più che giustificata, perché il cartello non mente: annusare, toccare, assaggiare (perché mai qualcuno dovrebbe assaggiare qualcosa?!) le piante di Alnwick può causare gravi problemi di salute. Visitarlo è sicuro, grazie alla supervisione di guide esperte e qualificate, ma per questa visita virtuale possiamo farne a meno, addentrandoci tra i sentieri e i vicoli dell’Alnwick Garden soli, in compagnia giusto della nostra fantasia e di un po’ di saggezza popolare e antica. Del resto, non è affascinante pensare a come siano serviti anni di contatto con la natura, di rituali e affascinante scoperta, per conoscere le proprietà delle piante? Sia quelle benefiche che quelle tossiche, pagando a proprie spese il prezzo delle indagini della natura. Non è un caso se da alcune delle piante presenti nel giardino si ricavano principi attivi con azione farmacologica. Come diceva Paracelso, medico e alchimista svizzero vissuto a cavallo tra 1400 e 1500, non è la pianta di per sé, ma la dose a fare il veleno. A proposito di storia, la pianta velenosa per eccellenza è la Cicuta, o Conium maculatum, celebre per aver dato la morte a Socrate, che l’assunse per togliersi la vita. Grazie a una mix letale di sostanze alcaloidi, causa paralisi respiratoria. Le stesse che sono contenute nel “Trombone d’Angelo”, pianta esotica proveniente dal Sudamerica, che può causare deliri, tremiti e persino portare alla morte. Altre piante “killer” si nascondo nei nostri giardini, lungo i fossi ai lati delle strade. È il caso dell’Oleandro, pianta ornamentale molto apprezzata, che tradizionalmente veniva associata alla morte (cinque foglie ingerite, sono sufficienti a uccidere!) e dello Stramonio, o erba delle streghe, narcotico, sedativo, allucinogeno. Peonia, Mughetto, Ortensia, Narciso? Fiori bellissimi, ma dagli effetti decisamente spiacevoli, tra cardiotossine e sostanze narcotizzanti. Non sarà un caso, quindi, se dietro al nome di quest’ultimo fiore (pare che sia anche il più belo di tutti…) si nasconde la radice della parola “narkè”, sopore.  Anche la Stella di Natale, perfetta per decorare gli ambienti domestici, contiene un lattice velenoso se ingerito. Il Crisantemo è un fiore guerriero: è velenosa solo la testa, per tenere lontani gli animali selvatici come i conigli, per l’uomo non è letale. L’Anthurium fa gonfiare labbra e gola. Il Glicine ci regala uno spettacolo per occhi e olfatto, ma non ingeritelo! E soprattutto, non confondetelo con il gelsomino, a cui spesso è associato per il tipo di coltivazione, e che non è nocivo. Ma chi dobbiamo il “maleficio” di questo giardino dei veleni? Il merito è di Jane Percy, duchessa di Northumberland, che lo inaugurò nel 1995. A lei venne affidato il compito di gestire e curare l’immenso giardino, di cui quello dei veleni  è solo una piccola parte, quando divenne duchessa.  A Padova, visitando un piccolo giardino della famiglia Medici, costruito per coltivarvi piante velenose, le venne l’dea di ricrearne uno in pompa magna, e così fece.