Arrivano i giorni della merla!

Tradizionalmente, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) i tre giorni più freddi dell'anno. La locuzione “giorni della merla” deriva da una leggenda che accompagna queste giornate. Pare infatti che per riparare dal gelo sé stessa e la sua prole, una merla si rifugiò in un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti grigi a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli femmina, originariamente di colore nero, e i piccoli furono caratterizzati da un manto grigio.
Ma quando non c’è riparo dal freddo intenso, come se la cavano gli animali nella Natura intorno a noi? Grazie al migliore isolante creato dalla natura: la loro folta e splendida pelliccia! Ecco una carrellata di immagini da Brrrrivido, capaci di riscaldare il cuore con la loro naturale bellezza


Un manto di ben 8 cm di lunghezza che ricopre anche guance, orecchie e fronte. E il coniglio d’Angora sta bene al calduccio!

 

La pelliccia morbida e folta della Martora l’ha resa perfettamente in grado di adattarsi perfettamente a diversi tipi di clima, e consentendole di estendere il suo areale per tutta l’Europa, l’Asia Minore, fino ad arrivare alla Russia settentrionale e alla Siberia occidentale.

 

Nel freddo intenso del Giappone del nord è perfettamente a suo agio il Macaco, grazie alla folta pelliccia e alle fonti termali naturali, dove interi gruppi vengono spesso avvistati “a mollo”.

 

Un felino maestoso e perfettamente adattato alla vita sulle catene montuose dell’Asia centrale: è il Leopardo delle nevi, che sopporta i freddi inverni grazie alla folta pelliccia maculata e alla folta coda, che all’occorrenza sfrutta come ulteriore protezione dal freddo arrotolandola intorno al corpo.

 

La Foca Barbata, come anche la foca della Groenlandia, conduce la sua vita tra i ghiacci per nulla scalfita dalle temperature gelide. Il suo segreto è uno spesso strato di grasso sottocutaneo, che la isola dal gelo artico.

 

Questa splendida Volpe artica sembra non curarsi troppo della fitta nevicata. Merito della folta pelliccia che la protegge! Può sopravvivere fino alla temperatura glaciale di – 45°, e il pelo sotto le zampe è così fitto da permetterle di camminare per la tundra artica come se indossasse scarponi invernali.

 

La Tigre dell’Amur, o Tigre siberiana, la più grande sottospecie di tigre. Si differenzia anche per via del suo mantello, che è folto e più chiaro con striature brune e non nere. Il suo habitat è la foresta boreale e temperata mista, tipici della regione in cui vive: la gelida Siberia sudorientale.

 

L’Orso polare, il carnivoro terrestre più grande insieme all’ Orso Kodiak, ha una fitta pelliccia e uno strato di grasso sottocutaneo che lo mantengono isolato dal freddo. L’isolamento termico è così efficace che, se osservati con una videocamera a infrarossi, sono a malapena visibili! Si notano solo le zampe, il muso e il respiro.