Il futuro è una casa sostenibile

Negli ultimi anni sono molti gli studi e i libri che hanno raccontato l’evoluzione della casa. Ad esempio, uno studio del Censis ci racconta che tra il 1985 e il 2013 le nostre abitudini sono diametralmente cambiate e che se 30 anni fa il perno della casa erano frigorifero, lavabiancheria, tv a colori e telefono oggi sono il computer, il wi-fi, la lavastoviglie e permane anche l’immancabile lavatrice.

La stessa cosa vale per l’illuminazione, dato che se fino a qualche decennio fa aveva quasi esclusivamente dei connotati di utilità, oggi viene studiata insieme al progetto emotivo della casa e diventa parte integrante dell’arredamento. La scelta delle lampade, del loro colore, della loro struttura e posizione e addirittura del loro spegnersi e accendersi è fortemente legata all’ambiente, alle attività che vi si svolgono.

Altri studi ci dicono ancora che persino il peso degli ambienti è cambiato con il passare degli anni: le camere da letto (un tempo estremamente importanti) si sono rimpicciolite, i soffitti abbassati, i bagni sono più comodi, le cucine sono passate da zone di servizio (parliamo degli anni '50) a parti integranti della vita familiare, dove il cibo rappresenta un momento di aggregazione.

E nel futuro, cosa ci si deve aspettare? Quel che gli italiani vorrebbero per l’abitazione del futuro ce lo racconta l’Osservatorio in collaborazione con Doxa, che illustra l’evoluzione dei quattro pilastri della Casa di Domani monitorando in maniera continuativa gli stili abitativi e le esigenze delle persone, con il coivolgimento del mondo accademico grazie ad un concorso aperto agli studenti di architettura, ingegneria e Accademie di design di tutta Italia e non. Di certo si tenderà ad evolvere verso soluzioni che assicurino il benessere abitativo con l’utilizzo delle nuove tecnologie come le soluzioni integrate e la domotica, in grado di rendere la casa comoda da vivere, adatta alle esigenze di ciascun nucleo, rispettosa dell’ambiente ed economicamente sostenibile. Sono dunque bandite le soluzioni non personalizzate e standard (avete presente gli arredamenti “provare per credere!”?) per dare invece spazio a case intelligenti e poco impattanti sull’ambiente. Ed è una grande conquista questa crescente coscienza di protezione verso l’ambiente, di certo alimentata e rafforzata anche da occasioni di sensibilizzazione come la recente Giornata della Terra.

Inoltre con Casa di Domani, gli studenti sono chiamati a progettare la casa del futuro tenendo a mente le quattro tematiche fondamentali secondo l’Osservatorio: una casa comoda da vivere, capace di farti risparmiare, attenta alla salute e rispettosa per l’ambiente. Con la passata edizione, il concorso metteva alla prova i ragazzi su un progetto di recupero e riconversione di una casa di proprietà dell’Associazione Comunità Nuova Onlus a Milano, che si preparava a ospitare giovani dai 18 ai 24 anni in difficoltà e privi di una rete famigliare. Per l’edizione in corso, il progetto dovrà prevedere il recupero e la riconversione della Casetta Rossa di Genova, attualmente gestito dall’associazione onlus Band degli Orsi, in una vera e propria casa per le famiglie dei bambini ricoverati all’Istituto Gaslini.

La casa di domani diventa quindi anche inclusiva, uno spazio di benessere dove tutti possono accedere, senza barriere architettoniche in grado di fare bene sia a chi le vive dall’interno che all’ambiente circostante.