La fitoterapia

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Avete mai sentito parare di fitoterapia? Quando il benessere arriva direttamente dalla Natura intorno a noi. Che la natura ci fa bene, ormai è cosa certa. Ne abbiamo parlato in questo articolo, tesi confermata non solo da studi scientifici in merito, ma sicuramente anche dall’esperienza personale di ognuno di noi.
Il verde ci rilassa, le piante ci mettono di buon umore e ci fanno staccare la spina per un attimo dalla frenesia quotidiana.

La fitoterapia è l’applicazione di questo assunto, essendo una pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura di certe patologie e per il mantenimento del benessere psicofisico.
Il termine fitoterapia comparve per la prima volta nel trattato Lineamenti di fitoterapia, scritto a cavallo tra ‘800 e ‘900 dal medico francese Henri Leclerc.

Sebbene si sia formalizzata in tempi recenti, si tratta di una pratica antica, così antica che con tutta probabilità rappresenta il primo esempio di pratica terapeutica umana. Data la sua generalizzata diffusione geografica è difficile attribuirle un sistema terapeutico specifico. Tendenzialmente possiamo dire che l’utilizzo terapeutico delle piante si ritrova in ogni sistema terapico, non solo in quelli più antichi, basati sull’empirismo, non solo come rimedi tramandati dalla saggezza popolare, ma anche al giorno d’oggi, nella moderna biomedicina, che ha raggiunto livelli di tecnologia molto elevati.

La natura ha sempre rappresentato per l’uomo una risorsa da cui attingere ai tempi in cui le molecole di sintesi utilizzate nella moderna medicina (che per altro sono in gran parte derivate da molecole naturali) erano ancora lontane.
Per definire la natura e il trattamento di diverse patologie, la fitoterapia moderna fa riferimento agli stessi principi della medicina convenzionale, basta cioè su prove d’efficacia, con la differenza che utilizza soltanto rimedi di origine vegetale. Secondo l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, si considerano fitomedicine “i medicinali finiti, provvisti di etichetta, che contengono come principi attivi esclusivamente delle piante o associazioni di piante allo stato grezzo sotto forma di preparati.”

Rientrano in questa categoria anche succhi, gomme, oli essenziali e sostanze di questo genere. In effetti, proprio come i farmaci di sintesi, vengono assunte in quantità commisurate al peso corporeo, e non diluite come nel caso dei rimedi omeopatici. 

I medicinali fitoterapici non vanno nemmeno confusi con i preparati erboristici, dal momento che anche se i rimedi erboristici hanno proprietà farmacologiche non sono medicinali per legge. La fitoterapia si basa su principi scientifici di efficacia dimostrata, dal momento che le piante sono tra le principali produttrici di sostanze medicamentose, veri e propri produttori e contenitori di sostanze chimiche.

Un animale può difendersi e allontanarsi dalle minacce, mentre le piante sono resilienti, e hanno sviluppato innumerevoli metaboliti secondari che svolgono funzioni ecologiche come repellenza, difesa dagli erbivori, lotta contro altre specie vegetali per il controllo delle risorse, attrazione degli insetti impollinatori.
Sono questi stessi metaboliti ad avere importanti attività farmacologiche dell’uomo.

I principi sono molti, tra cui fenoli, polifenoli, glicosidi, terpeni, saponine, alcaloidi, alcamidi, olii essenziali e resine; non solo: anche sostanze tossiche, sostanze con attività ormonoregolatrici, battericidi, fungicidi, sostanze lassative, antiinfiammatorie, antiossidanti.

Le moderne preparazioni fitoterapiche sono preparata a partire dal materiale vegetale, sia fresco che essiccato, tramite estrazioni con solventi e con diversi metodi. Se il solvente è l’etanolo, si parla di estratti idroalcolici, chiamate tinture madri. Se il solvete è l’acqua si parla di decotti, macerati o infusi, e infine se il solvente è un olio grasso si parla di oleoliti.

I rimedi fitoterapici non vanno intesi come sostituti in toto dei farmaci da banco, ma come una risorsa che, assunta in combinazione con i farmaci, può garantire un maggiore benessere dell’organismo, stimolando il sistema immunitario, garantendo un’azione energizzante, favorendo la rimozione delle tossine.

Così la natura intorno a noi giunge in soccorso per trattare raffreddori influenza, tosse e mal di gola, affrontati grazie a soluzioni che stimolano il sistema immunitario. Anche i malanni che colpiscono l’apparato digestivo, come mal di stomaco, gastrite, digestione lenta, che trova il giusto equilibrio e ritmo proprio grazie ai rimedi naturali.
In ogni caso è buona regola attenersi sempre ai consigli del medico, per evitare l’interazione tra farmaci e rimedi naturali. Ad esempio l’iperico non va assunto con altre medicine, perché interferisce con il loro assorbimento.
In ogni caso la fitoterapia rappresenta una risorsa fondamentale che ci accompagna fin dalla nascita della civiltà. Curiosa anche l’etimologia del termine “fitoterapia”: deriva dal greco “phytòn”, che significa “pianta”; ma anche “creatura”. Ecco come, dietro questo duplice significato, si nasconde un concetto profondo come la relazione stretta tra noi e la natura intorno a noi.