Gli animali percepiscono il tempo?

Sarà capitato anche a voi, di dover lasciare i vostri amati animali in casa da soli per un periodo di tempo un po’ più lungo del previsto. Premettendo che decidere di adottare un nuovo amico a quattro zampe è tanto fonte di gioia quanto di responsabilità. Basti pensare che sarete voi l’unica vita che possono conoscere.

L’adozione è un privilegio, non un regalo al nostro ego e  tantomeno un gesto da prendere a cuor leggero, perché significa che la nostra esistenza sarà legata per molto tempo a quella di un altro essere vivente. Per questo motivo nascono centri, servizi e pensioni che servono proprio ad evitare a Fido e Felix la sofferenza della nostra assenza. Naturalmente gli imprevisti capitano, e anche se una lunga passeggiata, tante coccole e una prelibatezza nella ciotola fanno dimenticare il nostro ritardo rispetto alla passeggiatina serale o all’ora della pappa, sicuramente vi sarete chiesti che come si sentono gli Animali in Casa quando non ci siete, anche quando l’assenza è quella fisiologicamente imposta dai ritmi della quotidianità, dove non sempre il nostro migliore amico può venire con noi.

Per cercare di dare una risposta alla domanda abbiamo ascoltato le parole di Clara Palestrini, etologa specializzata nel comportamento di cani e gatti, che in un’intervista rilasciata a Focus Italia spiega cosa succede quando ce ne andiamo, e come cani e gatti percepiscono lo scorrere del tempo.  

In effetti non siete gli unici ad esservelo chiesto, perché sono stati fatti diversi studi al riguardo, sia sui cani che sui gatti. Diversi cani sono stati filmati durante l’assenza dell’amico bipede, misurando la frequenza cardiaca con un cardiofrequenzimetro. Mezz’ora di distanza è assolutamente tollerabile, con  poche variazioni nella frequenza cardiaca. Nonostante ci riempia di feste, il corpo di Fido comunica “Sono contento di vederti, ma sei appena uscito!”.

Dopo due ore di assenza, le cose cambiano, e quelli sono i momenti in cui i cani sono più agitati per via del nostro mancato ritorno. Dopo le 4 / 6 ore, la reazione fisiologica è nuovamente minore, come a dire “Meh, non tornerai più. O forse sì. Non lo so, ci dormo su”. Sembrerebbe quindi esserci una percezione del tempo, seppur in maniera molto diversa e anche molto limitata da come possiamo intenderla, da bipedi. Il fatto che il picco non sia esponenziale ma che ci sia una regressione dello stato emotivo di Fido dopo 6 ore, può anche far pensare che si tratti di un’agitazione fisiologica, forse una risposta alla noia di un pomeriggio vuoto? Anche i gatti, dopo 4 ore di assenza, esigono più coccole e attenzione.

Il cane, biologicamente, non è abituato a vivere solo, ma è un animale sociale perfetto per la vita nel branco, che spesso e volentieri è composto da… voi! Durante l’intervista l’etologa affronta un'altra tematica che ci sta molto a cuore, anch’essa relativa allo scorrere del tempo. Avete presente il film Hachiko? Ecco, allora è possibile che un cane riconosca il proprietario anche a distanza di molto tempo? Pare di sì. Il legame affettivo che un cane può instaurare con il suo capobranco è assimilabile a quello provato dai bambini molto piccoli nei confronti della mamma, e lo stesso è stato verificato con i piccoli di scimpanzé.

E i gatti? Beh, potremmo dire che c’è un motivo per cui è il cane ad essersi guadagnato l’epiteto di migliore amico dell’uomo (scherziamo, si tratta di cause storiche, non facciamo preferenze!) ma anche i gatti (perché è vero che non facciamo preferenze) hanno stupito con incredibili manifestazioni di affetto, a distanza di tempo, nei confronti dell’umano. Ecco sfatate le credenze sulla presunta “ingratitudine” dei mici, o meglio, quasi sfatate, dal momento che la stessa reazione non è stata registrata in tutti i mici esaminati, ma solo in alcuni. Che dire, chiedetelo a Felix!